CHE BELLO DORMIRE

Che sia bello dormire lo sanno tutti. Il sonno è uno degli argomenti più importanti della vita: c’è chi soffre di insonnia, chi dorme pochissimo, chi troppo.

Ci sono i ghiri e le allodole, chi ama dormire la mattina e chi, alle dieci di sera, crolla.

Se si parla poi del sonno che ti tolgono i bambini si aprono discussioni infinite e metodi più o meno “fallibili”.

Ora scrivo sul sonno perché volevo raccontarti la mia esperienza.

Sembra che nella vita tutti abbiano da insegnarci qualcosa, almeno questo affermano molte vie spirituali. Io ho imparato qualcosa grazie a Lorenzo, il mio bimbo che oggi ha 16 mesi.

 

Ma facciamo un passo indietro: ho un passato da ghiro. Sì, suona un po’ come una di quelle confessioni del tipo….sono un alcolista. Beh qualcosa in comune c’è.

Diciamo che da quando ho finito la scuola e cominciato l’Università ho iniziato a dormire profumatamente la mattina. Semplicemente non frequentavo le lezioni mattutine…troppo “sbatti”.

La mattina dormivo, se andava bene mettevo la sveglia alle 10, qualche volta alle 9, ma tendenzialmente mi svegliavo tra le 11 e mezzogiorno. Studiavo dopo pranzo, in genere attaccavo alle 14 e finivo alle 18. Mi sono comunque laureata più o meno nei tempi con 110 e lode. Non c’era bisogno che io mi svegliassi presto.

Dopo la parentesi della Scuola del Cinema e del breve lavoro a Magnolia, periodo in cui mi dovevo svegliare per forza presto, e durato circa 3 anni, ho ripreso a dormire la mattina. Lavoricchiavo come libera professionista e tranne i periodi di riprese, o qualche appuntamento speciale, potevo comunque ronfare indisturbata e la mia casetta di Milano era perfetta. Quando avevo “le mie cose” o ero particolarmente stanca mi alzavo anche alle 13. Certo di notte facevo le ore piccole, ma che c’entra. La mia vita era così…le mattine semplicemente non esistevano.

Ci sono varie motivazioni psicologiche che stanno dietro a questo comportamento da ghiro, ma non mi interessa ora fare autoanalisi. Mi interessa dirti che, per quanto io mi sentissi in colpa e cercassi di migliorare le mie abitudini, ricadevo sempre nella modalità “ghiro”.

Anche una volta trasferita di nuovo a Verona, sposata, e cominciata la mia vita con Alberto le cose erano sempre le stesse. Lui si svegliava alle 7, mi dava un bacino, si preparava e andava a lavorare. Io mi giravo dall’altra parte e affondavo beatamente nel mio cuscino. Dormivo 9/10 ore a notte. Questa abitudine malsana mi portava degli scompensi energetici: stanchezza, tristezza, sensi di colpa, difficoltà ad addormentarmi, risvegli notturni, periodi di insonnia.

Poi è arrivato Lorenzo.

E non ho più dormito per 13 mesi.

Allattavo, ma non era solo quello il problema. Il piccoletto si svegliava tre quattro volte a notte, per arrivare a picchi di 10 volte in certi periodi. Preferiva dormire la mattina e io cercavo di recuperare e finché potevo stavo a letto, ma gli intervalli di sonno non superano l’ora e mezza. Ci alzavamo tardi, tra le 10 e le 11, ma io avevo dormito in media 2 ore a notte.

Quando ha compiuto un anno ero stufa di allattare e di non dormire. Un giorno di fine agosto, il giorno in cui si sposava una mia amica, ho detto basta e ho smesso di allattare. Contemporaneamente ho deciso di alzarmi con Alberto anche perché non allattando più non sarei riuscita a convincere Lorenzo a stare a letto a lungo. In meno di 3 settimane il piccolo ha iniziato a dormire 5/6 ore di filata per arrivare al mese dopo a fare “tutta la notte”.

Miracolo.

Ora se a una persona tolgono il sonno per 13 mesi vedrete che poi le basterà dormire 5 ore per stare bene, 6 per essere felice, 7 per non chiedere altro dalla vita.

Ed è così che Lorenzo mi ha rieducato con la forza.

Ora mi sveglio come le persone normali tra le 7 e le 8. Anche il weekend. E non mi pesa. Mi sveglio volentieri, svegliarmi dopo mi fa strano, come se ricominciassi a fumare che sono 8 anni che ho smesso. Le abitudini malsane le puoi cambiare solo con la consapevolezza e con l’esperienza….non devi forzare niente, quando sei cambiato tu passano anche loro.

 Dicono che i bambini arrivano sulla terra per aiutare i genitori.

Sembrerebbe proprio così. Ma non è che arrivano e ti dicono “ecco che ti risolvo i problemi, mamma”. No! Ti strapazzano ben bene, e, se sei disposta a cambiare, cresci, e diventi una persona migliore, molto migliore.

Un detto dice “un nemico è come un Buddha”….io a questo punto direi anche “il tuo bambino è come un Buddha”!

 

 

 

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