LUCE E OMBRA

Qualche tempo fa una persona di cui mi fido molto mi disse:

“ho letto il vostro blog è molto bello…ma…non so, c’è troppo positivo, insomma la vita non è così, la vita è dura, è veramente dura!”

Questa osservazione mi ha mandato un po’ in crisi, in realtà ero già in crisi in quel periodo, e constatare che negli ultimi post c’era troppa luce mi ha fatto capire delle cose.

In effetti spesso accade che quando ti identifichi in una parte più luminosa, e neghi l’ombra, questa ti torna indietro come un’ondata di tsunami. Mai negare l’ombra: pericolosissimo.
Il problema è che molte volte non ce ne rendiamo conto, semplicemente ci sembra di stare bene in quel periodo, magari ci inorgogliamo (benedetto Ego) di aver finalmente capito qualcosa della vita, e invece Zac! Mazzata!
Avete presente quando dite “si sì mio figlio incrociando le dita sta bene”, e il giorno dopo si ammala. Oppure “in questo momento sto lavorando abbastanza”, e poi basta non hai più clienti per mesi, ecc ecc. Insomma, non so a te, ma a me capita sempre così.
Anche con questo blog è successa la stessa cosa: ho scritto massì la vita è bella, preghiamo mangiamo sano, facciamo l’amore….e Zac! Crisi.
Non avevo più nemmeno voglia di scrivere “sto blog”.
Poi sabato, stavo conducendo un corso sullo Spacecelaring a Milano, e una signora mi ha detto che ha deciso di iscriversi al mio corso perché aveva voglia di conoscermi, perché aveva letto il blog e le erano piaciute le cose che avevo scritto.
Luce.
E allora ho capito che forse un senso in questo blog c’era. Insomma anche negare la Luce sarebbe stupido!
E quindi come si fa? Boh. Non so più se ho voglia di dare risposte. 😊
Forse l’unica cosa è ricordarsi che siamo Luce e Ombra, che abbiamo aspetti luminosi, saggi, sereni e abbiamo aspetti bui, egoisti, depressi.
Assagioli è chiaro: c’è l’inconscio superiore e l’inconscio inferiore. Tutti e due gli inconsci sono importanti, ma attenzione: non identifichiamoci né con la luce né con le ombre, cerchiamo di stare nel centro e osservare le varie parti di noi.
Tanti anni fa Fiorella (la mia ex terapeuta, o come preferisco chiamarla maestra di vita) mi disse: per stare bene dovresti immaginare di andare in giro con una bambina di tre anni impaurita.
Perché mi chiederai?
Beh perché noi spesso ci identifichiamo in parti forti, in subpersonalità vincenti che ci permettono di lavorare, di prendersi cura degli altri, di guidare la macchina, di fare la spesa, di mandare avanti la vita insomma. Però non dobbiamo relegare in cantina la nostra parte bambina se no questa spunterà fuori più impaurita e infuriata che mai quando meno ce l’aspettiamo. C’è una mia amica che ogni giorno, o quasi, si compra un gelato… anzi lo compra alla sua parte bambina per tenerla buona!

In ciascuno di noi c’è una piccola bambina o un piccolo bambino che soffre (…)
Forse non ci curiamo da diversi decenni di quei bambini dentro di noi. Ma il fatto che lo abbiamo ignorato non significa che non sia comunque lì. Quella bambina o quel bambino feriti sono sempre presenti nel nostro intimo e cercano di attirare la nostra attenzione. (…)
Il bambino ferito chiede cura e amore, e noi invece ci comportiamo in modo opposto. Fuggiamo via perché abbiamo paura di soffrire, il blocco di dolore e dispiacere sembra sovrastarci. (…)
Parla alla tua bambina, o bambino, molte volte al giorno, solo così potrà guarire. Abbraccialo teneramente e rassicuralo che non lo lascerai di nuovo solo, senza attenzione; lo hai lasciato solo per così tanto tempo! (…)
Se impari a tornare a lei, o a lui, e ad ascoltarli attentamente ogni giorno per cinque o dieci minuti, la tua guarigione sarà possibile.

Thich Nhat Hanh

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