SIAMO TUTTI EROI QUANDO…

L’altra sera erano le 18.00 ma dal buio sembrava notte fonda. Stavo spingendo il passeggino di Lorenzo mentre andavamo a Messa. Passando sul ponte di Castelvecchio, abbiamo incontrato un ragazzo che suonava la chitarra e cantava una canzone sugli eroi della quale ho sentito solo un paio di versi:

“we can be heroes…

just for one day…”

Davanti a lui, appoggiato per terra, c’era il solito cappello utile a raccogliere qualche moneta. Lorenzo ha detto: “Lui canta!”.

Era entusiasta.

Gli ho detto di sì e poi che era molto bravo anche a suonare la chitarra. Oltre a cantare bene, mi ha colpito perché c’era piuttosto freddo (6 gradi) e lui era vestito con pantaloni lunghi, maglietta e camicia mezza aperta. Avessi io quel look sarei malato 7 giorni su 7, 24 ore su 24… come gli orari di una farmacia.

Sarà l’età.

Mentre continuavamo la nostra passeggiata ho mostrato una bellissima luna nascente a Lorenzo ma a lui il colore arancione non piaceva. Gli ho detto che man mano che saliva nel cielo sarebbe diventata bianca e argentata e lui si è messo più tranquillo.

Poi mi ha indicato delle luminarie di Natale ancora accese a febbraio e mi ha detto che sarebbe arrivato Babbo Natale. E’ stata dura convincerlo che era appena passato e bisognava aspettare quasi un anno per rivederlo dalle nostre parti…

Intanto quel verso della canzone sentito poco prima continuava a risuonare nelle mie orecchie “We can be hero…/ Possiamo essere eroi…”. Da qualche parte in me nascevano delle sensazioni, pensieri ed emozioni che si amalgamavano come i colori ad olio su una tela… e una grande domanda: “Noi possiamo essere eroi?”

In qualche modo quel ragazzo che cantava mi sembrava un po’ un eroe: qualcuno che sfidava il freddo e la notte e con la sua voce scaldava lo stato d’animo dei passanti, ed era in grado di regalare anche attimi di pura gioia e entusiasmo, come è successo a Lorenzo, doveva essere per forza un eroe.

Ho pensato che anche le persone che gli davano una moneta – cosa che io non ho fatto e di cui mi sono subito pentito – in qualche modo potevano essere degli eroi.

Poi mi sono detto: “Bè dai, anche tu Albe sei un po’ eroe che ti prendi cura di Lorenzo con amore…”. Questo pensiero mi ha tranquillizzato. Pensandoci bene faccio sempre un po’ fatica in questi casi a capire chi si prende cura di chi: “Sono io che mi prendo cura di Lorenzo, o forse è lui che in qualche modo si prende cura di me, che mi dà più amore di quanto in realtà gliene riesca a dare io…?”. Ai posteri l’ardua sentenza.

Ma tornando al tema degli eroi: chi sono gli “eroi”? Possiamo essere eroi?

Una definizione di “eroe” che mi è piaciuta viene da un fumetto (“Deadpool, il mercenario chiaccherone”):

“4 o 5 momenti bastano per essere eroe, tutti pensano che sia un lavoro a tempo pieno, ti svegli da eroe, ti lavi i denti da eroe, vai a lavorare da eroe ma non è così, in tutta la vita ci sono solo 4 o 5 momenti che contano davvero, momenti nei quali hai la possibilità di fare una scelta, di fare un sacrificio, correggere un difetto, salvare un amico, risparmiare un nemico… In questi momenti tutto il resto non conta.”

Trovo questa definizione rassicurante: se si tratta di poche occasioni nella vita forse effettivamente tutti possiamo essere eroi, anche solo per un giorno, come diceva la canzone di David Bowie…

Pensandoci, io alla fine mi sento un eroe quando…

  • porto Lorenzo “in groppa” e lui ride
  • riesco a chiedere scusa per gli errori che ho commesso
  • ammetto a me stesso le mie debolezze
  • riesco ad ascoltare qualcuno capendo il suo stato d’animo
  • anziché arrabbiarmi faccio un respiro profondo
  • quando penso con affetto ai miei cari, anche a quelli che non ci sono più e li ringrazio per quello che hanno fatto per me,
  • quando, anche se sono stanco faccio, parlare tutti i peluche con voci strane per far divertire Lorenzo che vuol giocare,
  • quando chiamo qualcuno che so che sta poco bene,
  • quando penso che il mondo, tutto sommato, è bello…

 

Alberto

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