L’INVIDIA

A tutti è capitato almeno qualche volta nella vita di essere invidiosi. In adolescenza quasi sempre provavamo invidia per compagni o le compagne che pensavamo essere meglio di noi: più belli, intelligenti, ricchi, simpatici ecc.

Io per esempio ancora oggi tendo a invidiare le donne più belle di me, chi fa un lavoro che ama e ha riconoscimento sociale ed economico, chi ha tante amiche con cui uscire il sabato sera, chi ha un marito “sempre presente e affettuoso”, chi ha tre figli ecc..
Il fatto è che non posso certo lamentarmi, ho una buona vita e ho imparato ad amarla, ma certe volte, chissà perché, non riesco a vedere le cose belle che ho e guardo a quelle che non ho.
Questo comportamento un po’ adolescenziale nasconde poca autostima e una scarsa fiducia in se stessi e nella vita.

Il mondo dei social network, e Facebook in particolare, fomenta questa mania del confronto: possiamo andare a sbirciare le vite degli altri, come si vestono, che fidanzati hanno, quanti figli, in che casa vivono, se hanno la barca o un lavoro remunerativo…

Questo comportamento è in realtà una perdita di tempo, di energia e a livello inconscio rafforza il nostro senso di inadeguatezza perché è come se dentro di noi martellassero certe vocine che dicono: “Guarda lui come è bravo! Lei è così bella, ma come sono fortunati quelli! Anch’io vorrei essere così, a me non ne capita mai una dritta..” e via dicendo.

Fai attenzione: quando invidi gli altri in realtà stai svalutando te stesso, sotto sotto pensi di non andare bene, o di non valere abbastanza.
Altre volte, spiando gli altri ci escono commenti negativi: “Che sfigato! ma che cosa scrive? Io non farei mai così!” Attenzione anche le critiche possono nascondere dietro un sentimento di invidia!
Da qualche parte ho letto “Non invidiare mai gli altri perché non sai come stanno realmente”.

In effetti tutta questa vetrina dei social network è solo apparenza, e penso che più hai bisogno di apparire meno in realtà stai bene…
Altre volte ci si trova a rallegrarsi se agli altri qualcosa va storto….”mal comune mezzo gaudio”, ci hanno insegnato da piccoli.
L’invidia però può essere utilizzata e trasformata in modo che non nuoccia più alla nostra salute, alla nostra autostima, e nemmeno ai poveri bersagli del l’invidia…ma come?
Per prima cosa riconosci di essere invidioso. Non c’è bisogno che metti i cartelli in giro, però devi dire la verità almeno a te stesso. Non c’è niente di male a essere invidiosi, tutti abbiamo dentro di noi delle parti meno evolute.

– Accetta la tua invidia.

– Cerca quindi di capire di chi sei invidioso e perché. Capire questo ti può aiutare a rivelare i tuoi desideri più nascosti: vuoi una relazione che non hai? Vuoi un figlio? Vuoi cambiare lavoro? Vuoi perdere peso? ecc.

–  Una volta fatti venire alla luce i tuoi desideri l’importante è AGIRE.

La verità è che c’è spazio per ognuno di noi. La più grande bugia che l’invidia ci racconta è che non possiamo far altro che essere invidiosi; essa in modo perverso ci spoglia della nostra volontà di agire quando proprio nell’azione si trova invece la chiave della libertà. (Julia Cameron).

Tutte le volte che ti senti invidioso chiediti cosa c’è di te dietro a questo sentimento: una svalutazione di te? Un desiderio inespresso? Riporta l’attenzione su di te e lascia andare l’altro!
C’è una frase che mi disse la mia terapeuta tanti anni fa:

“Impara ad accettarti e ad amarti così come sei. Ci sarà sempre qualcuno sopra di te e ci sarà sempre qualcuno sotto…”

 

ESERCIZIO:
Crea la mappa dell’invidia (di cui parla Julia Cameron ne La via dell’artista. Come ascoltare e far crescere l’artista che è in noi) per sfruttare questo scomodo sentimento in modo positivo:
1) Prendi un foglio e fai tre colonne
2) A destra scrivi chi invidi, scrivi almeno 5 persone (es. Beatrice, Dario, Sara….)
3) Nella colonna a fianco scrivi il perché (es perché ha trovato un lavoro che le piace, perché è fidanzata, perché sa sciare….)
4) Nella terza colonna scrivi un’azione che ti porti verso un atto creativo, un rischio, che ti porti fuori dall’invidia (es. anch’io devo impegnarmi per rendere il mio hobby della scrittura in un lavoro, mi iscrivo a un corso di sci….)
Questo semplice esercizio ti aiuterà a capire quali sono le cose importanti per te, e forse alla fine riuscirai a ringraziare chi prima invidiavi…

 

Eleonora

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COMMENTI

Isabella

Anch’io feci proprio questa considerazione nell’analizzare l’invidia, ci sta dentro un desiderio, un bisogno…quindi, questo “peccato capitale” che tanto abbiamo avuto colpa di contattare, puo’ essere davvero un messaggero…mi piace l’esercizio proposto, poi come sappiamo e’ la spinta e la qualita’ della volonta’ a muovere l’azione.
Grazie, Isabella

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