I BAMBINI NON MUOIONO

Oggi a pranzo stavo parlando con Eleonora delle mie solite preoccupazioni lavorative quando, a un certo punto, Lorenzo ci ha interrotti:

Lorenzo: “Mamma ma dove sono i tuoi nonni?”
Eleonora: “I miei nonni sono morti”
Lorenzo: “E dove sono?”
Eleonora: “In cielo…”
Lorenzo: “E dove?”
Poi sono intervenuto anch’io:
Alberto: “Da dove sei venuto tu?”
Lorenzo: “Dal cielo…”
Alberto: “Ecco, lì sono i nonni…”
Lorenzo: “E perché sono morti?”
Alberto: “Perché erano vecchi…”
Lorenzo: “E perché i vecchi muoiono?”
Alberto: “Perché sono stanchi, sono molto stanchi e allora muoiono e così poi si riposano…”
Lorenzo: “Io non sono vecchio, io sono un bambino, e i bambini non muoiono!!!”
La sua era una affermazione, lo ha detto sorridendo, felice di aver tratto questa conclusione, ma poi mi guardava, come fa spesso quando trae da solo delle conclusioni e si attende da me una conferma, per essere sicuro che la sua deduzione sia giusta.
In un decimo di secondo mi sono venuti in mente gli incidenti stradali, le guerre, le storie di cronaca nera legate alla malavita, alcuni genitori incoscienti o deviati che hanno causato la morte dei figli, certe catastrofi naturali, o semplicemente la condizione di alcuni bambini in alcuni stati molto poveri del mondo…
Ho sentito dentro di me una grande tristezza, poi ho visto la gioia innocente nel viso di Lorenzo, mi sono fatto contagiare ed ho risposto provando anche ad abbozzare un sorriso:
“Eh sì, i bambini non muoiono…”

Lorenzo ora ha tre anni e mezzo e comincia a farsi quelle domande esistenziali così semplici che quasi non sai dove andare a trovare la risposta.
Sono domande che ti riportano con i piedi sulla terra, domande che parlano dei più grandi misteri della vita, quelle domande che immediatamente ridimensionano qualsiasi altro problema tu stessi affrontando, lo rimpiccioliscono che per ritrovarlo devi usare un microscopio.
Ok, la mia banca si sta fondendo con un’altra, é in corso una riorganizzazione, io non so cosa farò domani, che ruolo avrò, chi sarà il mio responsabile, ma rispetto agli anziani che muoiono ed ai bambini che come angeli prematuramente ritornano in cielo i miei problemi svaniscono come qualche granello di sale gettato nel mare.

Alberto

 

“I bambini non muoiono” ha affermato Lorenzo ridendo quasi a voler tranquillizzare sè stesso.
Un sorriso gelato sul viso mio e su quello di suo padre.
E nei giorni successivi mi rimbombavano in testa quelle parole come un mantra, e a fianco a quelle parole mi si parano davanti le immagini dei bambini di Aleppo come tanti flash del peggior film dell’orrore, le immagini dei piccoli annegati in mare i riportati a riva come rifiuti.
I bambini muoiono purtroppo sia quelli fuori che dentro di noi perché per sganciare delle bombe sui civili o lanciarsi contro un mercatino di Natale bisogna avere il proprio bambino interiore morto dentro, perché non si può uccidere senza avere il cuore chiuso.
Oggi è Natale, il giorno che celebra la nascita di un bambino che aveva Dio dentro, come ognuno di noi potenzialmente ha.
Questa volta non prego Dio come entità esterna ma prego il Dio che c’è in ognuno di noi di fare qualcosa per quei bambini uccisi e per questa umanità morta dentro. Chiediamoci cosa possiamo fare noi ….possiamo fare una donazione, aiutare un bambino in difficoltà, pregare, sostenere gli aiuti umanitari, partecipare a cortei per la pace, qualsiasi cosa che ci dica la nostra anima per cambiare anche solo di una briciola questo mondo.
Facciamo qualcosa per fermare questo terrore e per crescere bambini sani e felici.
I bambini sono quanto di più prezioso c’è al mondo, sono il futuro del mondo.
L’altro giorno sono stata alla festa di Natale dell’asilo di Lorenzo, un momento magico in cui genitori, bambini, maestri e maestre cantavano insieme e accendevano candele come in un rito sacro. Quello è luogo di pace come tanti altri che cresce bambini felici. Ci sono persone che hanno Dio dentro, non ci sono solo persone ferite e cattive.
Sogno un giorno in cui tutti i bambini possano cantare come a quella festa per celebrare il Natale, sogno un giorno in cui tutti gli adulti siano come i maestri e le maestre di Lorenzo e come i genitori che amano, rispettano e ascoltano i loro bambini. Sogno un giorno in cui i bambini non muoiono.

Eleonora

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