LA TRAPPOLA DEI PENSIERI (e delle emozioni…).

L’altra mattina stavo andando in Vespa in ufficio, più o meno come tutte le mattine.

In realtà non era proprio come tutti i giorni: ero intrappolato nei pensieri, stavo continuando a rimuginare su una discussione avuta con mia moglie.

A dirla tutta avevamo discusso la sera prima, poi siamo andati a dormire senza chiarirci e la mattina ero ancora arrabbiato.

Così andando in Vespa stavo ancora pensando alle cause della lite ed ai nostri rancori.

Tutto concentrato nella mente, e rapito in parte dall’emozione della rabbia, non stavo notando cosa c’era intorno a me.

A un certo punto non so cosa sia successo: mi sono accorto che era una bellissima giornata, con un sole luminoso che brillava in un cielo azzurro e terso. La pioggia del giorno prima aveva spazzato via tutto lo smog che si era accumulato a Verona nei giorni precedenti e il vento aveva fatto il resto cancellando le nuvole e portando un’aria effervescente e profumata. La temperatura era fresca ed avvicinandoci alla primavera non si sentiva quel gelo pungente tipico di qualche settimana prima.

E poi ero ben coperto, quindi mi potevo godere il sole, l’aria limpida e il senso di libertà che ti trasmette girare in Vespa senza sentire freddo.

Per andare al lavoro, inoltre, seguo un itinerario che sembra quello delle guide turistiche: passo in mezzo al parchetto dell’Arsenale con i suoi meravigliosi pini marittimi, lascio il Castello Scaligero sulla destra e costeggio il fiume Adige lungo un viale ricco di alberi, poi attraverso il fiume passando su Ponte della Vittoria, un ponte con delle belle riproduzioni di statue equestri realizzate in bronzo, e mi tuffo nel centro storico di Verona.

Quando ho cominciato ad immergermi nel presente, osservando quello che c’era, ho smesso di pensare ai motivi della rabbia.

Poi mi sono concentrato sul mio corpo: quel giorno (ed anche oggi che sto scrivendo per fortuna) ero in perfetta salute.

Sai quando il corpo sta bene, non hai neanche un dolore a partire dall’alluce del piede fino ad arrivare alla punta dei capelli, e non hai nemmeno l’ombra di un raffreddore, allergia, tosse o mal di testa.

Dovremmo brindare tutti i giorni che stiamo bene di salute: spesso non ci pensiamo e ci ricordiamo di quanto sono importanti quei momenti quando siamo sofferenti per qualche malanno.

Ho ringraziato il cielo per essere in salute e mi sono sforzato di capire come era possibile che qualche secondo prima non notassi tutto quello che avevo e che c’era intorno a me vivendo anestetizzato nei pensieri di rancore e rabbia.

Pian piano i pensieri ed il cattivo umore hanno iniziato a diradarsi.

Mi sono detto: “Ok, i problemi non si sono ancora sciolti, ma sarebbe da folli rimanere attaccati a quei pensieri anziché godersi questo magnifico momento presente: sole, aria pulita e salute perfetta. Ci ripenserò dopo…”.

Questo piccolo passaggio di consapevolezza (smettere di “rimuginare” e concentrarsi sul presente) in Psicosintesi si chiama ‘disidentificazione’.

Questo non vuol dire ‘rimuovere’ i problemi, ma dimenticarli per qualche momento in cui ci concentriamo su qualche altro aspetto presente della realtà:

– se abbiamo un pensiero o una emozione invadente possiamo provare a sentire un po’ le sensazioni del corpo…,

– se é il corpo a soffrire possiamo provare a concentrarci un po’ sui pensieri o sull’immaginazione, …

Poi possiamo tornare ai nostri problemi e, senza farlo apposta, avremo una diversa consapevolezza e attitudine: riusciremo a ‘inquadrare’ meglio le nostre preoccupazioni, o quantomeno ad abbracciarle anche con qualche parte gioiosa di noi, e sicuramente troveremo soluzioni più creative per affrontarle!

Alberto

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