NON FAI MAI ABBASTANZA

È un bel weekend di giungo, siamo sul lago e si schiatta di caldo, il che ha il suo lato positivo: l’acqua è a 27 gradi, come piace a me, e così posso stare tutto il giorno in ammollo, con la mia poltrona gonfiabile nuova.
Verso sera mi arriva un messaggio di una mamma dell’asilo che mi dice che sono alla Baia Stanca, lei, i due bambini e il marito, se vogliamo raggiungerli per bagno e aperitivo.
Il bello di avere figli è anche questo: socializzi velocemente con adulti che hanno in comune molte cose con te, perché i bambini vogliono giocare insieme, e se giocano tra di loro tu sei doppiamente contenta, perché si divertono, e perché non devi intrattenerli tu!
Li raggiungiamo e facciamo il bagno tutti insieme.

Dopo un po’ risaliamo a riva e io e la mamma iniziamo a chiacchierare: figli, asilo…lavoro. Lei è psicoterapeuta e mi racconta felice la sua soddisfazione lavorativa, ha un sacco di pazienti, lo studio tutto suo, (immagino guadagni bene) e mentre parla le brillano gli occhi: è un lavoro che fa con passione.

Io inizio a sentirmi stanca, penso al Counseling, che non ho più fatto colloqui e anche i gruppi: è dall’anno scorso che non ne faccio più, troppo impegnativi. Poi andando avanti nella conversazione mi trovo a raccontarle dell’ultimo video clip che ho fatto, che probabilmente verrà editato con un libro di uno psichiatra famoso, poi del documentario dell’asilo e del Blog. Parlo di queste cose come hobby più che lavori, mi considero sempre una che “lavoricchia” (quasi sempre gratis), che guadagna a intermittenza. Però, mentre parlo, la mia energia sale, mi brillano gli occhi: amo i miei video come piccole creature e amo questo Blog, lo trovo un piccolo luogo prezioso.

Lei è molto interessata, vorrebbe vedere i video, leggere il Blog. Poco dopo inizia a dire mogia mogia che lei non trova il tempo di scrivere, mentre la sua amica sì, e che a livello creativo non fa quasi nulla. Improvvisamente, senza che nessuna delle due se ne sia resa conto, si sono ribaltati i ruoli: ora lei si sente di non fare abbastanza e io mi sento ricca dei miei tesori.

Cinque minuti prima era il contrario.

Me ne accorgo, e dico: “Eh non facciamo mai abbastanza, vero?”.

Le racconto di come, quando facevo Counseling mi sentivo in colpa per aver smesso di fare video, e che ora che faccio video mi sento in colpa a non fare Counseling. Entrambe abbiamo figli: lei due un po’ più grandi, io uno piccoletto. I bambini sono molto impegnativi. Concludo dicendo che io penso che se una donna ha figli e in più lavora è già un eroina per me. La vedo sollevata. Ovviamente in quel momento penso a lei, non a me, “che non faccio nulla”. Però, aver svelato quella “simpatica voce interiore”, che entrambe abbiamo, e che dice “non fai abbastanza”, ci ha aiutato a essere di nuovo sullo stesso piano. Tutte e due facciamo del nostro meglio, facciamo cose che ci appassionano, stiamo dietro ai figli, non facciamo tutto quello che vorremmo, ma forse è già abbastanza.

Il sole sta per calare, prendiamo un aperitivo tutti insieme, adulti e bambini, seduti sulla spiaggia, sgrufolando patatine “Più gusto” e godendo l’aria della sera.

“Sembra di essere a Formentera al Big Sur” dico, tutti concordano: penso a quelle foto viste pochi giorni prima su Facebook di quarantenni senza figli che vanno a Formentera come quando avevano vent’anni, e di quei tramonti meravigliosi in quell’isola incantata.

Noi siamo invece alla Baia Stanca di Torri e va bene così, anche questa spiaggia “è già abbastanza”, non cambierei nulla, va bene così.

 

Eleonora

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COMMENTI

Eva Palomares

Si, todo muy cierto. Y tu Eleonora eres una grande “regista”. E anche una ottima mamma! Ottimo post.

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