QUANDO NON REAGISCI ALLA RABBIA

Sta mattina mi è capitata una prova particolare: una signora aveva acquistato il videoclip “Occhi senza tempo” sul mio sito la settimana scorsa, ma a causa di un problema tecnico, nonostante avesse fatto il bonifico di 5 euro, il clip non le è arrivato. Mi ha segnalato il fatto via mail, io ero al mare, e le ho gentilmente risposto scusandomi per il problema che glielo avrei spedito il lunedì successivo al mio rientro, perché essendo al mare non avevo il computer.
Domenica sera, appena arrivata a casa, ho spedito il file alla signora con “wetransfer”. Siccome non avevo ricevuto la notifica che avesse scaricato il file, oggi le ho mandato una mail chiedendole se lo aveva ricevuto. Dalla mia casella di posta risultava che il file le era stato recapitato, ma che lei non lo aveva scaricato.

Lei mi ha risposto infastidita che non aveva ricevuto la mail. Le ho  girato la mail di conferma di “wetransfert” chiedendole ancora se per caso non aveva ricevuto quella mail che le avevo mandato domenica. Poi, per sicurezza, le ho rispedito il file questa volta con “Google drive”. Qualche secondo dopo mi è arrivata una mail di improperi dicendo che la mail non era mai arrivata e che probabilmente io ero una truffatrice, che prima avevo addotto la scusa del mare, ora la storia della mail inviata … e che avrebbe segnalato il fatto al Dott. Alberto Alberti.

Sangue al cervello.

Inizio a rispondere alla mail dicendole che non c’era niente di più lontano da me che una truffatrice, che le avevo spedito due link diversi per scaricare il video e che se lei non era in grado di scaricarli mi desse l’IBAN della sua banca e le avrei riaccreditato immediatamente i 5 euro.

Mentre infuriata stavo scrivendo la risposta vedo appartare una sua mail che dice che le era appena arrivato il file e si scusava.
Il mio primo istinto è stato quello di mandare lo stesso la mail facendo finta di non avere ancora visto la sua, giusto per mettere in riga questa persona così maleducata, che mi dava della truffatrice per 5 euro.

Poi ho fatto un respiro, poi un altro, e infine ho cancellato la mia mail.

La mia parte più saggia diceva “mollala lì, lascia perdere, non reagire.”

Non ho risposto niente e sono passata a fare altro. Ora il file lo aveva ricevuto e potevo dimenticarmi di quella vicenda, anche se una parte di me era ancora furiosa per i modi di questa signora.

Poi mi è rivenuta in mente un’intervista fatta ad Aissa e a Babacar M’Bow, i maestri spirituali sufi che conobbi qualche anno fa in Senegal che, alla domanda “come gestite i conflitti all’interno della comunità?” risposero che quando uno è in preda alla rabbia per prima cosa deve allontanarsi e andare a fare una passeggiata, in modo da rientrare in Sè.

Quante volte reagiamo presi dall’ira e dall’impulsività?

Io praticamente sempre, con ogni probabilità lo avrei fatto di buon grado anche questa volta, se non avessi rivisto proprio ieri quell’intervista.

Però alla fine sono stata fiera di me per non aver reagito.

Spesso si prova un piacere sottile, e una certa soddisfazione, a scagliare la propria cattiveria contro qualcuno, ma, quando saremo tornati al nostro centro, quasi sempre ci pentiremo della nostra azione.

Con i messaggi e le mail è ancora più facile essere impulsivi: clicchi invia e la tua risposta è partita per sempre. È importante invece, quando notiamo che una mail o un messaggio ci innervosisce, fare uno o due respiri e riservarsi di rispondere dopo, quando ci saremo calmati e saremo tornati al centro: meglio aspettare anche qualche giorno, piuttosto che agire in preda alla rabbia.

Qualcuno obietterà:

“Perché non rispondere con rabbia se una persona ti aggredisce?”

Sicuramente non c’e niente di male a difendersi, però, se capiamo che quella persona in quel momento è turbata, e non sta bene – altrimenti non ci aggredirebbe – possiamo cercare di non scendere al suo livello, di mantenere la clama e gestire la situazione con la nostra parte migliore facendoci valere con fermezza e tranquillità interiore.

 

“Qualunque cosa tu dica o faccia quando sei arrabbiato potrebbe danneggiare ancora di più la tua relazione con l’altro.”

“Se una persona si esprime con rabbia è perché sta soffrendo profondamente.”

“Quando ti arrabbi, ritorna a te stesso e prenditi molta cura della tua rabbia. Quando qualcuno ti fa soffrire, ritorna a te stesso e prenditi cura del tuo dolore, della tua collera.”

Thich Hant Hanh

 

P.S. Qualche giorno dopo la solita signora mi ha scritto di nuovo una mail e si è nuovamente scusata per la sue parole dicendo che si vergognava profondamente, e che il videoclip le piaceva moltissimo.

Quando non reagiamo alla rabbia che qualcuno ci butta addosso senza motivo, non gli diamo modo di sfogarsi e gli diamo invece  la possibilità di ravvedersi da sé…anche se non sempre avviene e non bisogna mai avere aspettative a riguardo!

 

Se ti interessa l’argomento leggi anche il post di Alberto: “Quando sopraggiunge la rabbia: una semplice pratica per stare meglio”.

 

Eleonora

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