ACCETTAZIONE

In certi perodi sembra che nulla vada per il verso giusto, che tanti piccoli grandi impedimenti ci rendano tutto molto difficile.

Da un po’ di tempo sto lavorando sull’accettazione attiva, una qualità spirituale che ci può cambiare la vita.
Accettare significa innanzi tutto rendersi conto della situazione che stiamo vivendo, di ciò che vorremo cambiare e anche del perché vorremmo cambiare quella situazione.

Se non abbiamo il potere di cambiare le cose non ci resta che accettarle non in modo passivo, ma attivamente.

Che cosa vuol dire scegliere attivamente di accettare?

Vuol dire che io sono consapevole che vorrei che le cose andassero diversamente, ma smetto di fare la guerra con alcune parti di me, o con gli altri, o con la realtà. Accetto i miei limiti sia fisici che psicologici (magari non avrò un corpo da modella, o una salute di ferro, o non riuscirò a essere sempre paziente con mio figlio, o sempre di buon umore, o forte, energica, coraggiosa…) e accetto i limiti degli altri (vorremo che gli altri fossero più consapevoli, più gentili, più generosi, più forti…) e accetto soprattutto che le cose non vadano sempre come vorrei che andassero.

Una cosa che a me aiuta molto è pensare che che c’è un disegno più grande, che non sempre noi possiamo capire, e che in ogni difficoltà c’è un insegnamento che può aiutarci a crescere, a diventare persone migliori.

Questo non vuol dire smettere di avere degli obiettivi, combattere per migliorare noi stessi, il mondo e le persone, ma vuol dire anche imparare ad abbandonarsi al flusso della vita senza opporre resistenza.

Quando si oppone resistenza le difficoltà rischiano di aumentare, aumenta la rabbia e la sofferenza.
L’accettazione attiva implica invece uno stato di rilassamento: lascio che le cose siano esattamente come sono.

Respiro.

Abbraccio la mia sofferenza, la mia debolezza e accetto le mie emozioni esattamente come sono adesso.

Se sono arrabbiato sorrido alla rabbia, come dice Thich Nhat Hanh, se sono in ansia abbraccio la mia ansia, se sono triste mi coccolo.

Un po’ come quando non si riesce a dormire, cosa che a me capita spesso in alcuni periodi della mia vita: se continuo a ripetermi “devo dormire devo dormire devo dormire”, creerò resistenza e con ogni probabilità sarò sempre più tesa e non mi addormenterò. Se invece mi dico “ok, sono agitata e quindi non riesco a dormire, pazienza sta notte va così dormirò meglio domani”, magari mi alzo, vado a bermi un bicchiere di latte (di riso), mi leggo un capitolo di un libro, o scrivo un paio di pagine di diario ed è più probabile che dopo riuscirò ad addormentarmi.

Non lotto con la mia insonnia, la accetto semplicemente.

Un’altra cosa che mi aiuta è sapere che quando la mia energia e bassa è più facile che le cose vadano storte, che nulla di quello che desidero si incastri.
Allora cosa fare?
Lottare con la propria stanchezza?
Rimproverarmi se in questo momento sono negativa?
Tutto ciò non ha senso.
Accetto la mia energia bassa, accetto che in queste condizioni le cose non stanno girando per niente.

Posso chiedermi allora: “C’è qualcosa che posso fare per aumentare la mia energia?”

Già rendermi conto del mio stato e accettarlo fa si che la consapevolezza trasformi un pochino la mia energia, poi, se ne ho voglia, posso scegliere delle attività o delle pratiche che mi aiutino a migliorare il mio umore: scrivere, fare una passeggiata all’aria aperta, chiamare un’amica, fare un po’ di meditazione, accendere un incenso o una candela ecc.

Accettazione e pratiche di consapevolezza tendono a trasformare velocemente la realtà e gli avvenimenti che ci accadono intorno.

Come già scrissi in un articolo precedente se siamo nervosi e negativi faremmo bene a fermaci (vedi post Quando sei nervoso fermati) dovremmo prenderci cura di noi per non fare ulteriori danni. Ma soprattutto accettarci così come siamo, e accettare quello che c’è, è il primo vero cambiamento da fare.

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