CORRERE CON “ATTENZIONE”

ottobre 15, 2017Alberto Ruffinengo, Felicità

Oggi sono andato a correre una mezz’oretta con un amico.

Ne ho approfittato per fare anche la pratica dell’attenzione.

La strada dove siamo andati a correre si prestava molto bene alla pratica essendo “il percorso della salute” un anello lungo circa un chilometro in mezzo al verde, con un prato al centro e gli alberi tutti intorno. E’ anche sopraelevato rispetto alla strada, quindi ti senti proprio in una piccola oasi.

 

La pratica dell’attenzione consiste nel concentrarsi sui 5 sensi:

  1. osservare quello che é intorno a noi – VISTA
  2. ascoltare i rumori – UDITO
  3. sentire i profumi – OLFATTO
  4. contattare le sensazioni del corpo – TATTO

 

In teoria ci sarebbe pure il GUSTO, ma correre mangiando non è una grande mossa!

 

Così, a parte chiacchierare un po’ col mio amico (quando il fiato c’è lo consentiva!), osservavo quello che c’era intorno a me e quello che sentivo:

 

  • il cinguettio degli uccellini sugli alberi – UDITO
  • il sole che scalda la pelle – TATTO
  • il giallo delle foglie di autunno – VISTA
  • i fiori bianchi su alcuni rami – VISTA
  • il cielo azzurro – VISTA
  • una foglia gigante caduta sulla strada – VISTA
  • le gocce di sudore sulla pelle -TATTO
  • il rumore della ghiaia sotto le scarpe da ginnastica – UDITO
  • un soffione al bordo del sentiero – VISTA

 

Quando ci siamo salutati col mio amico, mentre rientravo a casa, ho provato a ricordare le cose che mi avevano colpito di più di quella corsa.

 

Subito mi é apparsa un’immagine: quella del piccolo “soffione” che avevo notato sul ciglio della percorso.

Il soffione é quel piccolo fiore che anziché i petali ha decine di semini piumati che i bambini (lo facevamo anche noi da piccoli!!!) raccolgono e soffiano con tutta l’aria che hanno in corpo per disperderli nei prati.

Proprio ieri, in una passeggiata con Eleonora, Lorenzo ne ha raccolti due e ne ha regalato uno a me ed uno alla sua mamma: lui li adora e quando ne trova uno é gioioso.

 

Era entusiasta di averci fatto un regalo preziosissimo.

 

Così quando ho visto il soffione mentre correvo subito la mia mente ha associato quell’immagine a quella di Lorenzo felice: avrei voluto raccoglierlo e portarlo a casa.

 

Ho pensato a quanto é prezioso Lorenzo per me, e a come, con i suoi piccoli gesti, riempie di calore la mia vita.

 

La pratica dell’attenzione mi ha portato così ad una pratica di felicità. (Un’altra pratica simile la trovi qui: “LA PRATICA DELLA MEDITAZIONE CAMMINATA, AIUTATI DA UN BAMBINO DI 2 ANNI”).

 

Alberto

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