QUELLO CHE L’ANIMA PROVA

dicembre 25, 2017Eleonora Ievolella, Emozioni

È Natale, e anche quest’anno l’ho passato in famiglia tra cena della Vigilia e pranzo di Natale. Eravamo tutti insieme con i miei genitori ormai settantenni, mia sorella, mio cognato, i nipoti, e “noi” che siamo diventati da poco in quattro.

In queste occasioni mi sento sempre un po’ un pesce fuor d’acqua: vecchie dinamiche del passato affiorano: ognuno si esprime con le sue maschere per camuffare imbarazzo e sentimenti contrastanti. È come se la mia parte bambina assistesse a cene e pranzi di famiglia tenendosi in disparte, lasciando il palco e le discussioni ad altri.
Quest’anno però ho visto anche tutto l’Amore che c’è nonostante le maschere, ho visto generosità dei miei genitori che c’è sempre stata, anche quando in passato sbagliavano e ci facevano soffrire, e ho visto l’Amore tra me e mia sorella che c’è sempre stato anche se ci siamo “scannate” tante di quelle volte, e l’Amore tra me e Alberto che c’è, nonostante la sclerata mattutina che gli ho fatto perché aveva sbagliato i vestiti di Lorenzo e mi toccava spogliarlo e rivestirlo da capo.

E poi, tornando a casa, ho capito come le nostre anime perfette siano capaci di amore prefetto, mentre le nostre personalità così carenti, ferite, impaurite siano incapaci di comunicare l’amore e allora si celano dietro alle maschere, a litigate, a comportamenti stereotipati, a miliardi di regali  per comunicare l’amore che non riescono ad esprimere.
Ho sentito il vuoto di tanti regali “sbagliati” e al tempo stesso ho sentito l’Amore di chi è andato a comprarli per comunicare affetto.
Ho sentito un grande “gap” tra ciò che l’anima prova e ciò che le “persone” (etimologicamente persona = maschera) esprimono.
Sono stata invasa da un sentimento di immensa gratitudine per l’Amore che c’è intorno a me e di profonda tristezza per non riuscire ad amare come vorrei, come la mia anima vorrebbe.

Amare fa paura perché abbiamo sofferto, siamo stati feriti nelle relazioni d’amore e abbiamo paura di amare ancora perché potremmo soffrire ancora.

Com’è difficile amare senza riserve.

I bambini nascono così puri e capaci di amare…oggi guardando Luce che ha 13 giorni vedo la sua anima pura e incontaminata e mi chiedo cosa posso fare io per preservarla il più possibile, per non intaccare quella meraviglia della natura che hanno i cuccioli di ogni specie, che ha un fiore appena sbocciato.

Forse il mio desiderio per quest’anno è imparare ad amare, ad amare come vuole la mia anima, senza paura, nella sua immensa fragilità che è come stare su un precipizio a guardare l’immensità del cielo o quella del mare.

 

Forse sono i bambini a sostenere il mondo
e gli animali, forse sono i cuccioli d’ogni specie.
C’è tanta gioia dentro quei corpi piccoli
tanta di quella preghiera, forse sono i bambini
i fiori l’acqua, le cose fatte da due mani,
la quiete di una casa, robe di niente.
Forse la gioia è la preghiera più alta…

(Mariangela gualtieri – Fuoco centrale)

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