UNA PRATICA SEMPLICE PER RISOLVERE I PROBLEMI

L’altro giorno mi ha chiamato il “mitico” Matteo, il ragazzo che da poco gestisce la mia casa di Milano per affitti brevi. Mi ha detto che la doccia perdeva e gli ospiti si erano lamentati perché l’acqua arrivava fino in corridoio. Mi è preso un colpo: ho appena fatto restrutturare la casetta investendo un bel po’ di soldi, e la doccia in particolare è stata fatta grande e molto bella.

 Subito ho iniziato e inveire dentro di me contro il muratore, che non era affidabile, che aveva fatto male il lavoro, a dirmi che avevo buttato via i soldi e adesso cosa potevo fare, che avrebbe dovuto spaccare tutto di nuovo per sistemare le cose ecc ecc. La sera ho litigato con Alberto perché era lui che mi aveva caldeggiato il muratore e non aveva nessuna intenzione di aiutarmi a risolvere il problema.  

Siccome ero troppo arrabbiata ho deciso di prendere tempo, ho mandato un messaggio sintetico al muratore e poi ho deciso di contattarlo solo quando mi fossi calmata. 

Ormai ho imparato che quando sei nella rabbia o in altre emozioni negative è meglio fermarsi e solo dopo agire. Se agiamo mossi dalla rabbia sicuramente la nostra azione peggiorerà le cose.

La mattina successiva però ho scelto di occuparmi del problema nel modo più consapevole possibile. Ho scritto le mie pagine del mattino e così facendo ho buttato fuori le emozioni negative e di preoccupazione, poi ho chiamato il muratore e con tutta tranquillità gli ho chiesto se per piacere poteva andare a controllare cosa stava succedendo, perché se quel problema persisteva avrei rischiato delle recensioni negative e la casa era così bella e nuova che mi sarebbe dispiaciuto. Lui sentendomi tranquilla mi ha risposto cordialmente: mi ha detto che sicuramente sarebbe andato a vedere qual era il problema.

Il primo passo era andato a buon fine, ma non era abbastanza, potevo fare di più….

Ho pensato a un semplice esercizio di Psicosintesi che mi ha aiutato molto anche in passato: la prtatica delmodello ideale”. 

Dovete sapere che Assagioli, il fondatore della Psicosintesi, era famoso come “il dottore che faceva passare gli esami agli studenti universitari”. 

Ma come faceva?

Durante una seduta con lo studente chiedeva al ragazzo di immaginare il giorno dell’esame: doveva vedere quel povero professore che era stanco, che aveva visto tanti studenti prima di lui, che era una persona umana prima di tutto, e non solo un professore da temere, poi diceva di visualizzare se stesso mentre rispondeva con sicurezza a tutte le domande e infine la stretta di mano e il buon voto ottenuto. Finita la seduta Assagioli salutava il ragazzo…e immancabilmente questo passava l’esame.

E’ una pratica piuttosto semplice che ho deciso di mettere in pratica anche questa volta.

Ho chiuso gli occhi e ho visualizzato la scena che avrei voluto accadesse. 

Poi ho scritto suo mio quaderno quello che avevo immaginato: Matteo e il muratore andavano nella mia casa, il muratore trovava un piccolo problema facilmente risolvibile, lo sistemava e tutto andava a posto, la doccia funzionava alla perfezione, i clienti erano soddisfatti e facevano delle ottime recensioni.

Ho poi chiamato Matteo e mi sono sincerata che i due avessero preso appuntamento: avevano fissato l’incontro dopo qualche giorno. 

Così ho deciso di credere al mio modello ideale e di lasciare andare il problema. 

Non me ne sarei più occupata e avrei proseguito la mia vita al meglio cercando di tenere il mio livello di energia alto e di essere serena.

Dopo due giorni mi chiama il muratore, mi dice che c’era un piccola fessura tra il muro e il vetro della doccia che faceva passare l’acqua, che aveva messo un po’ di silicone e tutto era risolto. 

La pratica del modello ideale aveva funzionato anche questa volta.

Anche in altri casi ho fatto questo esercizio ed ha funzionato. Forse in tutti casi che ho fatto l’esercizio ha funzionato. Il fatto è che spesso non lo faccio, o mi dimentico di farlo, o sono talmente rabbiosa che non ho la consapevolezza necessaria per farlo.

Ma se fosse tutto così semplice, mi dirai, non vivremmo in un mondo così devastato dalla sofferenza…

Certo, però tanti raccontano di come gruppi di preghiera abbiano risolto molti problemi, addirittura fatto miracoli…forse se tutti (o almeno il 90% delle persone che stanno al mondo)  pregassero e visualizzassero amore e pace vivremmo in un mondo di amore e pace. 

Magari per i problemi piccoli basta la tua volontà, la tua energia e la tua fede a cambiare la situazione… prova e poi fammi sapere!

 

Eleonora

 

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