LA PARABOLA DELLA SCARPETTA PERDUTA

Oggi ero veramente stanca: sonno addio, malattie dei bambini, tempo uggioso, indolenzimento da yoga ecc. Però dovevo andare a fare la spesa perché domani Lorenzo ha “la gita a raccogliere le castagne” con l’asilo e dovevo prendere qualcosa per il suo pranzo al sacco, inoltre, giusto per tirarmi la zappa sui piedi, mi sono proposta, nella chat genitori, di organizzare io la merenda post corso di circo per i bambini. Perdipù ricevo un invito a pranzo dai miei genitori, così decido di andare al Pam e poi da loro, e, nonostante la stanchezza di procedere con le commissioni. Vesto Luce con giubbino, cappello, scarpette di pile, la carico in passeggino e via. 

Al Supermercato sono un po’ di fretta perché so che i miei ci tengono agli orari, soprattutto mio padre, quindi butto nel carrello tutto ciò che mi ispira e vado velocemente alla cassa automatica, dove una simpatica cassiera, mentre io prezzo tutte le cibarie, cerca di intrattenere Luce che la guarda un po’ sospettosa. 

Uscite dal Super ci incamminiamo verso casa “dei nonni” e ormai quasi arrivata al cancello mi accorgo che Luce è riuscita a togliersi e a far cadere una scarpetta. Chissà dove le è caduta, penso, ma “voglia zero” ti tornare indietro: suono il campanello e entro a casa dei miei. Racconto l’accaduto a mia mamma, e lei dice di aver incontrato proprio quella mattina una signora con il passeggino che aveva perso anche lei una scarpa della bimba. “Di solito qualche passante le trova e le mette su un muretto”, mi dice. 

Dopo il pranzo, quando mi accingo a tornare a casa, seppur controvoglia, decido di ripercorrere la strada e vedere se trovo la scarpetta di Luce/Cenerentola. Il fatto che oggi non abbia messo le lenti a contatto ma indossi gli occhiali non è d’aiuto perché con gli occhiali vedo anche meno: mi guardo in giro, ma non vedo scarpette rosa taglia 19. 

“L’avrò persa al Pam”, mi dico, così sempre buttando un occhio qua e là, arrivo al Supermercato dove trovo la simpatica cassiera di due ore prima che ora è seduta in cassa, così  le chiedo se hanno trovato per caso la scarpa. La signora che stava pagando proprio in quel momento mi dice: “L’ho vista io! All’inizio della via ,vicino alla banca!” Grazie a questa signora evito di fare un giro a vuoto tra le corsie. La ringrazio molto dell’indizio e esco. 

“Che stanchezza, mi dico, sono appena passata di lì e ora mi tocca ritornare indietro una terza volta”. Mi armo di pazienza e penso che in fondo mi fa bene camminare…. “dai Eleonora, provaci per l’ultima volta, poi se non la trovi amen, non sarà la fine del mondo”. Arrivo vicino alla banca, non vedo nulla, sto quasi per abbandonare l’impresa, quando,  strizzandi meglio gli occhi la vedo: eccola lì sopra un muretto di fronte alle strisce pedonali, come diceva mia mamma. Sorrido, afferro la scarpetta e felice la faccio vedere a Luce: lei noncurante se la fa rimettere al piede. Passa di lì una signora che, probabilmente percependo la mia gioia, sorride e fa i complementi alla bimba: le racconto che veniamo dalla caccia al tesoro della scarpetta. Ci mettiamo a ridere e ci salutiamo come due vecchie vicine di casa. 

E in quel momento ho un’illuminazione: una storia banale come questa mi mostra come nella vita, se affronti le cose con leggerezza, fiducia e un certo grado di distacco, ottieni quello che vuoi. Mi vengono in mente episodi di rilevanza ben maggiore come la ricerca di una gravidanza, l’acquisto di una casa, lo scrivere un libro. Se segui quei semplici passaggi (in genere) ce la fai: mi sembra quasi una legge cosmica.

L’episodio della scarpa di Luce ci può insegnare come fare per raggiungere i nostri obiettivi, o esaudire i nostri desideri. 

Cercherò di spiegarmi meglio: vediamo insieme cosa accade nella “parabola della scarpetta”…

1- DEVO RISOLVERE UN PROBLEMA O RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO 

Mi accorgo che Luce ha perso una scarpa: non mi arrabbio, non mi incaponisco, non vado contro me stessa e il mio bisogno di mangiare-riposare ed essere puntuale. Scelgo di occuparmi dopo del problema con fiducia che si potrà risolvere.

2- CONDIVIDO IL PROBLEMA SENZA ESAGERARE NÈ SMINUIRE

Racconto a mia madre l’avvenimento e lei mi fa capire che è un problema comune. Probabilmente nella vita non sei sola, nè l’unica che deve affrontare un problema simile.

2- MI METTO IN MOTO

Quando sono pronta, anche se sono stanca e non ne ho voglia, mi metto alla ricerca. Attivo la volontà (un minimo di impegno e di sforzo bisogna mettercelo).

3- CHIEDO AIUTO

Chiedo aiuto alla simpatica cassiera con cui avevo chiacchierato poco prima. Bisogna sempre chiedere aiuto, mai essere così orgogliosi di pensare di non avere bisogno degli altri.

4- ACCOLGO LE SINCRONICITÀ

Per coincidenza la signora che sta pagando alla cassa ha visto la scarpetta. Quando chiedi avvengono le sincronicità giuste: “chiedi e ti sarà dato”.

5- SEGUO LA NUOVA STRADA CHE MI SI APRE DAVANTI

Mi dicono che la scarpetta non è dove pensavo, devo accogliere la nuova situazione ed essere flessibile. Nonostante la stanchezza mi rimetto in cammino. Perseveranza e focalizzazione dell’obiettivo sono fondamentali per qualsiasi impresa.

6- SONO DISPOSTA A LASCIAR ANDARE 

Arrivata alla banca non trovo la scarpetta, accolgo “il fallimento” con spirito di accettazione. Accetto di non avercela fatta senza arrabbiarmi con il destino o con la vita … “pazienza”.

7- CE LA FACCIO

Quando stavo per tornare a casa, trovo la scarpetta proprio su un muretto.  Il premio finale di perseveranza e accettazione è il raggiungimento dell’obiettivo. In realtà la scarpetta era lì anche prima, ci ero passata davanti ma non l’avevo vista! Anche se la soluzione è sotto i tuoi occhi i tempi devono essere maturi.

8- RINGRAZIO E CONDIVIDO

Condivido la gioia con qualcuno, in particolare con quella signora incontrata per la strada. Mai tenere le gioie solo per sé.

 

Ogni tanto ti accorgi con soddisfazione che “così gira il mondo”, e allora perché non condividerlo in un Post?

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