UNA PRATICA PER AFFRONTARE I TURBAMENTI: L’APPREZZAMENTO

Il miracolo non è quello di camminare sulle acque, ma di camminare sulla terra verde nel momento presente e d’apprezzare la bellezza e la pace che sono disponibili ora.
(Thich Nhat Hanh) 


Quando attraverso un momento difficile, che mi crea turbamento e paura, c’è una pratica che mi aiuta a ricontattare la serenità: la pratica dell’apprezzamento.

In genere quando abbiamo un problema tendiamo a vedere solo quello, e. la nostra mente continua a proporci il problema come se continuando a pensarci fosse più facile trovare delle soluzioni. In realtà alcune volte è meglio “staccare la spina” dal problema e volgere la nostra attenzione a qualcosa che ci rimetta in contatto con le cose belle della nostra vita.

Possiamo provare a soffermarci sulle cose belle che possediamo o con cui entriamo in contatto ogni giorno.

Ad esempio da qualche mese ho riniziato ad andare in ufficio a piedi e mi capita di interrompere i pensieri vorticosi e le preoccupazioni e di riuscire a soffermarmi sulla bellezza che mi circonda, dal riflesso del sole nel fiume che costeggio la mattina, ai gabbiani che in piccoli stormi volano leggeri sopra le acque.

In questi momenti sorge spontaneo in me un senso profondo di gratitudine per tutto quello che mi circonda e un sentimento di apprezzamento per la vita.

L’apprezzamento è una qualità interiore, ma come tutte le risorse può essere allenata.

Per capire quanto siamo in grado di apprezzare ciò che abbiamo possiamo provare a fare una semplice pratica: prendiamo carta e penna e scriviamo 10 cose che apprezziamo nella nostra vita “di getto”.

Se riusciamo subito vuol dire che siamo già in contatto con gli aspetti positivi della nostra esistenza. Se fatichiamo un po’ a trovare 10 cose che apprezziamo nella quotidianità, allora potremo cercare di sviluppare questa capacità.

Per farlo, in prima battuta, possiamo chiedere l’intervento di una nostra grande alleata: “la mente”.

Grazie alla mente potremo ampliare lo spazio delle cose che apprezziamo lavorando in due modi: in positivo o per difetto.

1. Lavorare in positivo.

Lavorare in positivo significa sviluppare la ‘presenza’.

Sii riconoscente per tutto quello che si manifesta nella tua vita. Sii pieno di stupore e apprezzamento per tutto quello che vedi.
(Wayne W. Dyer)

Durante il giorno possiamo concentrarci sulle cose che vediamo e che ci piacciono, cominciando prima a ‘notarle’ e poi ad ‘apprezzarle’.

Io oltre ai panorami, apprezzo i bellissimi palazzi storici che costeggiano le vie principali di Verona, la brioche alla marmellata che gusto nel mio bar preferito in centro, le stelle che luccicano nella notte dopo una giornata di vento che ha spazzato via le nubi, l’acqua fresca che esce dal rubinetto e che mi disseta quando ho la gola secca, il caldo del sole sulla pelle del viso in inverno, il viaggio mattutino per portare Lorenzo all’asilo, …

Tutte queste piccole cose accendono in me un fuoco di profonda gratitudine per tutto ciò che fa parte della mia vita oggi.

2. Lavorare per difetto.

Un altro modo per sviluppare l’apprezzamento è lavorare per difetto.

Noi non apprezziamo il valore di ciò che abbiamo mentre lo godiamo; ma quando ci manca o lo abbiamo perduto, allora ne spremiamo il valore.
(William Shakespeare)

Possiamo provare ad osservare quello che abbiamo e immaginare come staremmo se, da quella sera, dovessimo perdere tutto.

Ad esempio a me capita di farlo con la famiglia: come starei se non ci fosse più mia moglie ed i miei figli?

Quando torno a casa dall’ufficio dopo che ho fatto questo pensiero, il mio cuore è colmo di gioia nel rincontrarli e sapere che stanno tutti bene.

Anche in questo caso mi viene da ringraziare la vita per questi preziosi doni che ho.

Oltre che sulle persone, possiamo ripetere questo esercizio  anche per le cose che possediamo: dalla macchina al lavoro, dal telefonino alla salute… Questa pratica serve per focalizzarci sulle cosche veramente contano nella nostra vita, ridimensionando dei problemi che alcune volte visti sotto questa luce non sono poi così grandi.

All’inizio la pratica degli apprezzamenti potrà sembrarci un po’ meccanica, ma pian piano diverrà sempre più naturale.

Dopo qualche tempo arriveremo ad un punto in cui l’apprezzamento fluirà in noi senza partire dalla mente, ma sgorgando direttamente dal cuore.

Raggiungere questo stadio ci permetterà di entrare in contatto con un grande senso di pace interiore e, anche se nella nostra giornata avremo qualche turbamento, ci sarà più facile ritornare in contatto con le cose belle della vita e con il nostro buonumore.

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