LA LIBERAZIONE DI ESSERE FRAGILI E IMPERFETTI

L’altro giorno chiacchieravo con una amica che non vedevo da anni sul tipo di vacanze da fare con i figli. Marianna e il marito sono appassionati di viaggi, tanto che hanno fatto il Coast to Coast quando la loro primogenita aveva 8 mesi, e il giro del Messico qualche anno dopo con il secondo figlio di un anno e mezzo. Le dicevo che ero ammirata dalla loro spensieratezza nel fare viaggi del genere con bimbi piccoli, che io non li farei mai, perché mi verrebbe l’ansia, tanto che ho deciso di prendere una casa al lago a 40 minuti da Verona per non dover più viaggiare e fare sbattimenti con bambini piccoli. 

Ciò che mi ha colpito di più è che non ero assolutamente a disagio nel raccontare che i viaggi mi mettono l’ansia, che ho fatto dei viaggi bellissimi quando non avevo figli, ma non senza somatizzazioni varie, e che adesso non ne ho nessuna voglia.

 Tempo fa, guardandomi da fuori, mi sarei giudicata  “una schiappa” in confronto a Marianna: ora non faccio più confronti, ammiro il suo coraggio, ma non vorrei essere diversa da come sono, mi va bene la mia vita tranquilla con la casa al lago. 

L’altro mese ho girato un video per i genitori dell’asilo e nel masterizzare i dvd ho fatto un banalissimo errore per cui i dvd non si leggevano nel 90% dei computer. Certo un po’ mi sono vergognata, ma poi ho ammesso pubblicamente l’errore e ho rimasterizzato i dvd corretti. Nessuno ha fatto una piega. Tempo fa forse avrei pensato che la gente mi credeva una “incapace poco professionale”.

 Non so cosa è successo, so solo che ciò mi provoca una gioia immensa. 

Non devo essere perfetta, non devo essere “brava” perché la gente creda in me e mi voglia bene. 

“Qualcosa è cambiato”, come diceva quel film con Jack Nicholson… probabilmente inizio ad accettarmi di più per come sono, forse anche ad amarmi di più. 

Ma la cosa che mi ha colpito è proprio quel senso di liberazione che si prova nel dire “ho sbagliato!” e magari anche chiedere scusa. Quel senso di leggerezza nell’ammettere le proprie debolezze invece che nasconderle al prossimo. 

Certo, ancora non mi amo al 100%, per esempio quando mi sono rivista nei video delle interviste del libro “Il piccolo maestro zen” mi sono vista orrenda, antipatica con una voce odiosa…il primo desiderio è stato quello di trovare un filtro che mi facesse sembrare più giovane, più riposata, più sciolta e sorridente, che mi facesse una messa in piega e mi mettesse un po’ di trucco…ma poi mi sono detta “Chissenefrega, in fin dei conti oggi questa sei, laggiù tra i fan del blog c’è gente che ti vuole bene lo stesso”. 

Essere fragili, imperfetti, brutti, grassi, ansiosi… essere se stessi. 

Ma essere anche belli, simpatici, forti, amorevoli, solari, con un top nuovo appena comprato. Essere se stessi. 

Non camuffarsi, non nascondersi, non credere che gli altri siano meglio, né voler essere meglio degli altri. 

Quanta fatica per arrivare qui. 

Però che gioia

Seguici su Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *