CERCA DI ESSERE GENTILE

L’altro giorno leggevo sul web un articolo che parlava di come la gentilezza va vista come un traguardo spirituale.

“Eh sì, giusto”, ho pensato. 

Poi mi sono guardata e ho guardato Alberto: noi siamo molto lontani dal traguardo, anzi in questo momento non siamo nemmeno ai posti di partenza sulla via della gentilezza. 

In effetti queste vacanze si stanno rivelando non proprio rilassanti, sembra di essere su un bel ring in cui si fa la lotta a colpi di battute sarcastiche, sgridate e di giudizi sulle mancanze dell’altro.

Anche il primo anno in cui è nato Lorenzo era stato duro. C’è la stanchezza, il sonno arretrato, la frustrazione di non avere mai un minuto libero…e appena l’altro “batte la fiacca” ecco che si punta subito il dito: ci sono piatti da lavare, pannolino da cambiare, bimba che piange, aspirapolvere da passare, Lorenzo che ha sete, fame, ha fatto la cacca o semplicemente si annoia ecc ecc. 

Guardo da fuori questo teatrino e mi metto le mani nei cappelli: “ma cosa stiamo diventando? Altro che spiritualità, qui mi sembra “la Guerra dei Roses”!”

Ma perché? 

Rifletto e mi rendo conto che non posso desiderare altro dalla vita, e non cambierei nulla.

Beh una cosa cambierei: me stessa, perché sono così sgarbata, antipatica, odiosa?

E perché lui lo è con me? 

Capisco che la gentilezza è un traguardo perché da un certo punto di vista è facile essere gentili con gli altri, con gli sconosciuti per la strada, con le vecchiette, con i bambini adottati a distanza, con il giornalaio o la panettiera. È molto più difficile invece esserlo con le persone vincine, con le persone con cui hai un rapporto intimo, con chi vive la vita con te ogni giorno.

Ma perché? 

Perché proiettiamo sull’altro le nostre ferite, i nostri bisogni insoddisfatti, le nostre ombre che non vogliamo vedere in noi… e così ecco che l’amore si trasforma facilmente in odio. 

Ecco perché molte coppie naufragano presto, una volta passato il periodo dell’innamoramento e soprattutto nei momenti più stressanti come avere figli piccoli, difficoltà economiche, problemi al lavoro ecc. 

Poi ogni tanto guardo Alberto mentre gioca con Luce, mentre si diverte a dare da mangiare ai cigni che lo beccano sulla mano, o quando molla con le sue fissazioni sulla dieta e si mangia felice una pizza con la salsiccia. E so che nonostante tutto lo amo, che non so perché ci scanniamo così se sotto sotto ci amiamo. 

Quando ho preso questa consapevolezza ho sentito un gran vuoto, una gran nostalgia per quello che eravamo, ma forse ancora di più per quello che potremmo essere, se fossimo più gentili, se imparassimo l’arte della gentilezza anche in casa. 

Come diceva Alberto Alberti “l’amore andato a male lascia il posto alla rabbia”... e così tendo a proiettare su di lui le mie ferite antiche, e lascio che l’amore vada a male, e lui fa lo stesso con me.  

Il bisogno di amore frustrato si trasforma in rabbia, in shopping compulsivo, in bisogno di dolcetti, o birrette, in social addiction… Perché come scriveva qualcuno su Facebook (a proposito di social Addiction) qualche giorno fa “alla fine tutto è una questione di amore”. 

E l’amore più difficile, paradossalmente, è quello verso chi ti sta vicino. 

Tornati dal lago ieri abbiamo visto delle bambine che avevano allestito un banchetto con delle scatole di cartone e vendevano ai passanti “limonata fresca!”. Che delizia, mi sembrava di essere tornata negli anni ‘80. Lorenzo le ha guardate di sottecchi ed è subito arrossito, già innamorato, io e Alberto, come spesso accade, abbiamo avuto lo stesso pensiero: comprare un bicchiere di limonata fresca a quelle bambine. Così assaggiando in tre quella stessa limonata così speciale ci siamo sentiti di nuovo uniti (Luce l’avrebbe assaggiata volentieri ma non gliela abbiamo data, è ancora troppo piccola!). Poi, prima di fare la doccia, ho guardato Alberto e gli ho chiesto scusa, un bacio sulla guancia e ci siamo messi a ridere.

Di sera, mentre gli altri tre erano a dormire, mi sono messa sulla sdraio in terrazza a guardare il cielo: pochi minuti di pausa da sola, prima di lavare i piatti. 

Ed ecco che è scesa una stella cadente. 

Erano anni che non ne vedevo una, forse addirittura sei. 

“Non buttare via il presente anche se ti sembra faticoso”, mi sono detta, “hai tutto per essere felice, non sprecarlo, solo tu puoi cambiare le cose, cerca di essere gentile”.

 

Eleonora

COMMENTI

Rossella

Grazie. ..il messaggio giusto. ..al momento giusto. ..
…grazie infinite. .
…rossella maria

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