CERTE VOLTE DIMENTICHIAMO DI AMARCI…

Nei periodi difficili, come quello che stiamo vivendo ad esempio, dovremmo aumentare l’amore dentro e fuori di noi, ma spesso ce ne dimentichiamo. A livello planetario le vibrazioni sono molto basse, se prima ci bastava condurre una vita “normale” per stare tutto sommato bene, adesso siamo più stanchi, più giù di morale, svogliati e magari non dormiamo bene. 

Allora può capitare che invece di volerci più bene, di trattarci con più amore e attenzione, ci diamo addosso perché non siamo “performanti” come al solito. Compaiono in noi delle voci critiche che ci fanno sentire inadeguati e di conseguenza ancora più stanchi.

 Accorgersi di questo meccanismo distruttivo è il primo passo per trasformarlo. 

Se ci accorgiamo che ci stiamo criticando dobbiamo fermarci. Dobbiamo interrompere quello che stiamo facendo e prenderci cura di questa emozione di rabbia che stiamo scagliando contro di noi. Thich Nhat Han afferma che se siamo pervasi dall’energia della rabbia dobbiamo immediatamente fermarci e prenderci cura di questa emozione distruttiva. 

Quando siamo in preda alla rabbia (che sia rivolta verso noi stessi, o verso gli altri) è come se la nostra casa stesse andando a fuoco: se la tua casa va a fuoco, per prima cosa devi spegnere l’incendio, non puoi continuare a fare le attività che facevi prima.  Può essere che questa energia ci sia stata tramandata dai nostri genitori: loro non hanno saputo trasformare la sofferenza dentro di loro e così ora la troviamo dentro di noi. In Psicosintesi si parla di “disidentificazione”: osservo che dentro di me c’è della rabbia e ne prendo le distanze, la accolgo senza giudicarla ma non divento la mia rabbia. 

Se provo rabbia o tristezza devo amarmi di più, non darmi addosso. Bisogna imparare a diventare amorevoli e accoglienti verso di noi in ogni situazione della nostra vita… se stiamo bene, se stiamo male, se siamo forti, se siamo deboli. 

“Trattare me stesso come un bene prezioso mi renderà più forte” dice Julia Cameron. 

Ci sono tanti modi di volersi bene, vediamone insieme alcuni proprio perché molte volte ce ne dimentichiamo:

  1. Fare durarne la giornata un paio di pause per praticare il rilassamento profondo: mi sdraio e passo in rassegna tutte le parti del mio corpo, dalla testa ai piedi mando amore a ogni padre del mio corpo.
  2. Curare il nostro corpo con cibi sani, molta acqua e una passeggiata tutti i giorni.
  3. Ascoltare musica rilassante.
  4. Massaggiarsi o farsi delle coccole, o anche coccolare e farsi coccolare da qualcuno.
  5. Fare un bagno caldo con oli essenziali.
  6. Riordinare la casa e vivere in un ambiente pulito e curato.
  7. Dare amore agli altri è un modo di dare amore a noi stessi: l’amore messo in circolo torna sempre indietro.

Un altro modo di darsi amore è fare le cose con calma. 

Ho notato che più abbiamo fretta e pensiamo di “non avere tempo” più ci carichiamo di stress e facciamo le cose in modo “rabbioso”: pulire, riordinare, far da mangiare, mettere a letto i bambini… 

Ogni cosa diventa fonte di stress se pensiamo di dovere fare in fretta! 

Se abbiamo fretta è impossibile fare le cose con presenza e concentrazione, men che meno con amore! Prendiamo due tre respiri e chiediamoci a cosa ci serve fare le cose male con rabbia piuttosto che metterci più tempo e godere il presente. 

A tal proposito c’è una bella storia che racconta Thich Nhat Hanh riguardo alla fretta e alla rabbia: quando, da giovane, viveva negli Stati Uniti, era andato a cena a casa di un gruppo di monaci e dopo mangiato si erano fermati in salotto a discutere di politica e di pace. A un giovane monaco venne dato l’incarico di lavare i piatti e lui era molto infastidito di doversi assentare dai discorsi politici “importanti” per mettersi a pulire quella fila interminabile di stoviglie. Allora Thay, che aveva sentito l’energia di quel monaco, e l’aveva raggiunto in cucina: per fargli capire l’importanza di lavare i piatti in “presenza mentale” gli aveva detto: “dovresti lavare queste stoviglie come se stessi lavando Gesù bambino”!

Certo non siamo monaci zen e praticare la mindfulness non è così facile, ma anche solo rallentare ci può già portare in uno stato più pacato e più amorevole.

Cerchiamo di ricordare che in momenti cupi la cosa più importante che possiamo fare è aumentare l’energia dell’amore.

“Mi piace dedicarmi con calma a ogni piatto, pienamente consapevole del piatto, dell’acqua e di ogni movimento delle mani. So che se mi sbrigo per finire prima, l’esperienza di lavare i piatti sarà sgradevole e indegna di essere vissuta. E sarebbe un peccato, perché ogni minuto, ogni secondo di vita è un miracolo. Anche i piatti e il fatto di essere qui a lavarli sono un miracolo!

Se non so lavare i piatti con gioia, se cerco di finire il prima possibile per andare a mangiare il dolce, sarò altrettanto incapace di gustarlo. Con la forchetta in mano, penserò a cosa fare dopo, e la sua consistenza e il suo sapore, nonché il piacere di mangiarlo, andranno perduti. Sarò sempre risucchiato dal futuro, e il presente continuerà a sfuggirmi.”

(Thich Nhat Hanh)

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