person holding white printer paper

SE SOLO MI AMASSI…

Se ci pensiamo bene, la maggior parte dei nostri problemi deriva dal fatto che non ci amiamo abbastanza.

Sul lavoro spesso pensiamo di non essere degni di riconoscimento, che è una forma di non amore. Con il nostro compagno o compagna molte volte entriamo sulla difensiva e ci attacchiamo a vicenda perché sotto sotto pensiamo che l’altro non ci ami a sufficienza. Anche i problemi con i figli vengono quasi sempre dai sensi di colpa per non essere dei bravi genitori, per non essere abbastanza amorevoli. 

La paura di non essere amati dagli altri viene dal non amore verso noi stessi, per far fronte a questa paura rischiamo di diventare accondiscendenti, a volte troppo a costo di andare contro noi stessi per compiacere l’altro.

Un giorno in cui tutto andava storto mi sono fermata un attimo e mi sono detta:

 “Se solo mi amassi cosa farei di diverso oggi?”.

 E poi ho immaginato cosa sarebbe cambiato nella mia giornata se io fossi riuscita a portare dentro di me dell’amore per me stessa. Mi sono resa conto che sarei andata verso gli altri in modo sicuro, fiduciosa di essere ben voluta (e non come spesso faccio con un atteggiamento difensivo e diffidente). Avrei detto di no a tante cose che non mi andava di fare come litigare con mio figlio per i compiti, avrei saltato magari una cena “delle mamme” se non ero in forma, senza sentirmi in colpa, avrei passato una mezz’ora sul letto in completo relax invece di correre da una parte all’altra della casa mettendo in ordine giocattoli sparsi, scarpe abbandonate, vestiti buttati qua e là. Avrei impiegato mezz’ora di tempo per fare yoga, sarei arrivata in ritardo all’asilo senza troppi giudizi contro me stessa, se mia figlia aveva bisogno di dormire un po’ di più. Magari una sera avrei fatto un bagno caldo lasciando il compito di cucinare a mio marito, e non avrei risposto a una chiamata se stavo facendo qualcosa di importante per non perdere la concentrazione. Mi sarei concessa un sushi take away, e avrei mangiato della frutta per dare più energia al mio corpo. Avrei fatto una passeggiata in centro a fare shopping, e avrei acceso una candela in chiesa. 

Se ci amiamo sarà più facile stare bene con noi stessi e prendere le decisioni giuste per noi e per i nostri cari.

Ma come facciamo ad amarci? 

Si dice che se non siamo stati amati abbastanza da bambini non abbiamo interiorizzato questo amore. Ricordo però qualche anno fa, a un seminario di Psicosintesi, un mio maestro ci disse: “Per quanto pensiate di non essere stati amati, in realtà almeno un po’ di amore, da qualcuno l’avete ricevuto, altrimenti non sareste qui, altrimenti sareste morti”. Io in quel periodo ero molto polemica nei confronti dei miei genitori e non mi sentivo per niente amata, così quelle parole mi sembravano un po’ strane, addirittura poco credibili. A dirla tutta mi piaceva anche un po’ crogiolarmi nel mio vittimismo. 

Poi sono diventata mamma e improvvisamente ho capito che, nonostante le buone intenzioni, quando sei un genitore, finisci per fare mille errori e amare i tuoi figli in moto totalmente imperfetto. Gli errori li fai assolutamente in buona fede, per cui i tuoi figli si sentono odiati anziché amati, ma tu hai veramente fatto del tuo meglio. E allora capisci che anche solo chi ti ha dato da mangiare tutti i giorni, chi è andato a lavorare per poterti comprare le scarpe e il cibo, chi ti ha dato una casa, chi ti ha lavato, asciugato i capelli, accompagnato a danza, ecc. ecc. anche se tu non l’hai percepito, ti ha dato amore, ha fatto tutto questo per amore.

Ho riflettuto effettivamente sulle parole di quel mio maestro, e ho capito che aveva ragione: se sono qui qualcuno, anche se in modo maldestro, mi ha amato. 

Se siamo in vita qualcuno ci ha amato. Qualche persona che si è presa cura di noi, e la vita stessa del resto ha fatto lo stesso.

Ma torniamo alla nostra domanda: come facciamo ad amarci?

Thich  Nhat Hanh, il monaco zen vietnamita di cui ho letto decine di libri, a questa domanda risponde con un sorriso, e dice: “Per prima cosa inspiro ed espiro, inspiro ed espiro”. Se mi fermo a respirare già mi sto amando. Se mi riconnetto con il respiro, se sento di essere consapevole del mio respiro ecco, già inizio a essere in contatto con l’amore dentro di me. 

Se sei consapevole del tuo respiro ti rendi conto che il tuo corpo è un miracolo, afferma Thay, e che tu sei una meraviglia.

Non c’è bisogno che mia madre mi abbia amato o allattato per due anni, non c’è bisogno di avere avuto un padre presente che mi ha insegnato ad andare in bicicletta a sei anni, ma basta respirare. Se imparo a connettermi con il mio respiro mi sto già amando, e allora sarò più capace di fare le scelte giuste per me, saprò dire no, quando devo dire no, e dire sì quando è giusto dire sì!

Qualcuno un po’ ci ha amato, se no non saremmo qui. Ma adesso che siamo grandi possiamo amarci di più noi… e molto meglio di come hanno fatto gli altri. Se ci connettiamo al respiro possiamo sentire pace e amore verso noi stessi e portare questo amore nel resto della giornata.

In un documentario su Thich Nhat Hanh ho visto un giovane fargli una domanda: “Come si fa a fare la meditazione camminata?” (la meditazione camminata è una pratica che ha inventato il maestro zen che ti aiuta a trovare pace e concentrazione mentre cammini). 

E lui rispose sorridendo: “Se riesci a camminare come se tu fossi la persona più felice della terra allora riesci a fare la meditazione camminata”. Quante volte ho provato con fatica a fare questo tipo di meditazione e ogni volta sembravo più che altro uno zombie, perché ero troppo tesa e concentrata a fare bene la respirazione! Poi un giorno ho provato a fare come se fossi stata la persona più felice della terra e improvvisamente sono riuscita a essere presente a me stessa e al mondo. Si potrebbe anche dire: “prova a camminare come se ti sentissi amato tantissimo!”. 

Proviamo domani ad andare nel mondo come se ci sentissimo amati tantissimo, da noi, dal mondo da tutti… ed ecco che inizieremo finalmente a risplendere!

“ANNAFFIARE IL CUORE”, il libro del Blog, è disponibile su Amazon, clicca qui:

COMMENTI

Paola

Questa mattina ho seguito la storia di un bravo maestro elementare: Mario Lodi. Lo conoscevo perché con Rodati sono stati due personaggi importanti per i bambini…e un faro per gli insegnanti. Semplice, brillante, amorevole ha saputo aprire il cuore dei suoi alunni che aveva trovato tristi, demotivati poco amati, molto spaventati, in un tempo, quello del dopoguerra, di miseria grave, di ignoranza disperata nella pianura Padana del cremonese e non solo. Ha saputo incoraggiare abbracciando, tanti bambini che, hanno imparato giocando e lavorando con fiducia…. Ho pensato che il maestro Lodi ha medicato le ferite non visibili con il suo amore e la sua dedizione compensando, almeno in parte, l’incapacità, senza colpa, delle famiglie abbruttite dal lavoro e dalla povertà….Grazie a tutti maestri che hanno saputo “andare oltre” ❤️

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *