GUADAGNARE TEMPO GRAZIE ALLO SPACECLEARING

Una scoperta interessante che ho fatto negli anni è di come agire sullo spazio influenzi il tempo.

Da un certo punto di vista è qualcosa di intuitivo: se ho poche cose in giro, se la casa è in ordine ci metto molto meno tempo a riordinare. Dall’altra però c’è una sottile connessione inconscia che opera a livello più profondo.
Cercherò di spiegarmi meglio.
Quando avevo Lorenzo piccolo la mia vita era completamente assorbita da lui, lo allattavo a richiesta (sua o mia, poi? Bel dilemma…) e ricordo che lo allattavo in camera, in sala, in cameretta insomma dove veniva, poi i giochi di Lorenzo erano un po’ ovunque: il box in cucina, giocattoli in cameretta, i vestiti nella nostra camera da letto visto che dormiva con noi, il fasciatoio pannolini e salviette in bagno, e la sala con un grande tappetone per terra e tanti giochi sparsi o negli scaffali o cassetti vicini.
La sera tutto veniva messo in ordine, ma ciò che mi salta subito all’occhio adesso, ripensandoci, è di come tutta la casa era invasa e pervasa da Lorenzo…pure troppo! Le sue cose erano dappertutto e la mia vita era stare dietro a lui!

Un giorno mi misi a leggere il primo libro della Marie Kondo (il magico potere del riordino) e ricordo che rimasi colpita quando disse che ogni membro della famiglia doveva avere il suo spazio, una camera tutta sua con le sue cose, se ciò non era possibile allora un armadio, dei cassetti, delle porzioni di camera ma ben definite!

Iniziai così la maratona del riordino e il cambiamento più grosso fu che tutte le cose di Lorenzo furono sposate nella sua cameretta. Rimase solo il fasciatoio in bagno con i pannolini.

All’inizio mi faceva strano soprattutto vedere il salotto così vuoto di giochi, poi decisi che lui poteva tranquillamente giocare in sala l’importante, una vota finito, i giochi sarebbero stati riportati in cameretta.

È incredibile dire come, agendo sullo spazio, io ho improvvisamente guadagnato tempo per me.

Avevo già una babysitter che veniva qualche ora al giorno, però il resto del tempo ero “a disposizione”. Ricordo che Lorenzo iniziò a saltare il sonnellino della mattina e compattò la dormita dopo pranzo: dopo il riordino non faveva più sonnellini di 40 minuti 2 o 3 volte al giorno ma faceva due ore di filata e io potevo improvvisamente ricominciare a montare i miei video, leggere, scrivere ecc.
Avevo nuovamente del tempo per me!!

Qualcuno obietterà che è stata una casualità, può darsi, ma l’ordine in casa ha in qualche modo influito sull’inconscio di entrambi, creando un equilibrio più sano. Io avevo più tempo, lui riposava meglio.

Quest’anno, come raccontavo nel post precedente, ho agito semplificando ulteriormente la casa, riorganizzando gli spazi, recuperando dei ricordi.

I primi due cambiamenti che ho notato sono stati: maggior tempo da dedicare alla coppia e meno tempo da dedicare alle pulizie di casa (e quindi più tempo per me!).
Anche qui il processo di azione sullo spazio ha influenzato l’inconscio: recuperare vecchie foto di me e Alberto da fidanzati ha messo in moto un desiderio per cui ho iniziato a organizzarmi con i nonni e la babysitter per fare delle cose insieme “noi due”.
Mi sono trovata inoltre a sistemare casa e pulire la mattina molto presto prima di fare le pratiche di yoga e meditazione e prima di colazione. Ho visto che nel giro di un’oretta scarsa avevo già sistemato casa e mi trovavo così ad avere un sacco di tempo per lavorare, studiare o anche semplicemente andare a fare una passeggiata. Tra l’altro per curiosità sono andata a sbirciare il mitico libro di Keisuke Matsumoto (Manuale di pulizie di un monaco Buddista) e ho scoperto che la prima attività che fanno i monaci appena alzati è quella di pulire e riordinare, solo dopo iniziano le pratiche al tempio!

Organizzando e sistemando la casa, i documenti, le foto, gli armadi i cassetti viene meno voglia di procrastinare, si attiva una parte di noi più efficiente e organizzata e incredibilmente si guadagna tempo per le cose realmente importanti per noi!

Eleonora

 

 

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