ESSERE SE STESSI

Marzo 27, 2019Felicità


Devo ringraziare Carla Fani per una bella conferenza tenuta ad Arezzo dal titolo “Non posso piacere a tutti” che poi è stata filmata e riproposta online. 

Questa conferenza mi ha fatto riflettere molto sul tema della propria integrità personale. 

Rendersi conto che non si può piacere a tutti è molto liberatorio.

E soprattutto è liberatorio sapere che non si deve per forza piacere a tutti

Possiamo tirare un sospiro di sollievo.

Carla ci ricorda che alle volte ci indigniamo perché non siamo simpatici a questo o a quello, ma anche noi abbiamo a pelle simpatie e antipatie. Le sensazioni a pelle a volte derivano dal fatto che siamo tipologie simili che si attraggono da subito, o tipologie, magari molto diverse, che si respingono. Oppure ci sono delle proiezioni che facciamo inconsciamente gli uni sugli altri: posso proiettare, mia madre, mio padre, mia sorella e persino mia nonna e il rapporto che avevo con loro, ed ecco che una persona ci sembrerà molto simpatica e altre ci daranno fastidio solo a vederle. 

Certo, può essere molto interessante analizzare sia tipi umani che proiezioni, e analizzando ciò possiamo imparare qualcosa in più su di noi. Ma non bisogna sempre analizzare tutto. Sapere che non si può piacere a tutti è già un passo avanti verso la maturità. 

Che strano, ma non sono quelli che piacciono a tutti le persone più mature? Si potrebbe obiettare.

Da un certo punto di vista se una persona è centrata e ben predisposta verso il genere umano sicuramente è più matura e avrà delle buone relazioni. Ma bisogna fare attenzione e distinguere una persona che piace perché è matura e spiritualmente evoluta, da una che è semplicemente molto compiacente e magari nel suo interiore si vive delle battaglie senza fini. In questo caso il voler piacere a tutti i costi denota in realtà immaturità e insicurezza oltre che una buona dose di narcisismo. Si ha paura che se gli altri non ci apprezzano noi “non valiamo”, abbiamo bisogno delle gratificazioni continue da parte delle altre persone e per questo cerchiamo di farci tutti amici, di essere carini e gentili. 

Ma a che prezzo? 

Al prezzo della nostra integrità. 

Essere integri significa essere se stessi, vuole dire avere il coraggio di dire quello che si pensa, di viver le proprie emozioni senza nasconderle, vuol dire anche accettare di non essere perfetti. Certo non è che per essere integro devo andare a seminare sofferenza in giro ferendo le persone, però è preferibile essere sinceri con noi stessi, e con gli altri, piuttosto che essere compiacenti.

Dentro di noi ci sono due parti, una parte più evoluta e in contatto con l’Amore Universale, il Sè, che ama in modo incondizionato. Poi c’è quel bambino ferito che pesta i pedi che vorrebbe piacere a tutti, anche a quelli che lui stesso detesta. 

La maturità sta nel saper accettare tutte le parti di noi, accoglierle così come sono: bisogna andare verso l’evoluzione senza voler essere meglio di ciò che siamo, senza far finta di essere di più, ma anche senza svalutarci perché non siamo perfetti, senza disperarci se non lo siamo. 

Essere umani, veramente umani, diceva Alberto Alberti, significa proprio essere consapevoli di avere dei limiti e delle potenzialità, e volerci bene così come siamo, aggiungo io.


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