PUO’ ESSERE UNA GIOIA ACCOMPAGNARE IL FIGLIO A CALCIO?

Stamattina alle 9.00 dormivo profumatamente, senza sentirmi in colpa neanche inconsciamente perché oggi è sabato.

Poi una voce: “Papà, sveglia…”.

Apro un occhio. Lorenzo che mi guarda.

“Ma cosa c’è Lorenzo, oggi è sabato non devo portarti a scuola… Non puoi lasciarmi dormire…?”.

La mia più che una domanda era una supplica, considerando che avevo accumulato un po’ di sonno arretrato dalla settimana scorsa. In più ieri sera sono andato a giocare a water basket in piscina e, tra allenamento e successiva pizza con la squadra, sono andato a letto alle 2:00 A.M.

“Ma oggi ho la partita di calcio!”.

Cavolo, è vero, sabato mattina da quest’anno spesso ci sono le partite della squadra di calcio dove gioca Lorenzo.

Mi alzo di soprassalto perché ero convinto di essere in ritardo, ma dopo un rapido check ho visto che la convocazione era alle 10:30 e quindi non dovevamo correre.

Però mi dovevo alzare.

Essere genitori vuol dire anche questo: addio alle dormite del week end di una volta.

D’altra parte, come io vado in piscina, penso sia giusto che anche i miei figli facciano qualche attività che gli piace. Non che Lorenzo sia un talento a calcio, ma ho sempre favorito questo sport perché sta all’aperto – e nel periodo Coronavirus non doveva tenere la mascherina – e impara a giocare con gli altri, oltre a farsi un pochino di fiato.

In più poi si sono spostati nella scuola di calcio dove gioca lui anche altri suoi compagni di classe, così alla fine per loro è anche un ritrovarsi tra amici.

La cosa bella è che se entri nel flusso della vita alla fine ci guadagni anche tu.

Infatti i papà dei suoi amici sono miei amici (dopo 3 anni di elementari ed esserci visti per lo stesso tempo tutte le mattine quando li portiamo a scuola). Tanto che in questi anni siamo riusciti a organizzare e organizziamo cene fuori e partite di calcetto tra noi.

E così quando si sta lì ad aspettare che i bambini facciano le loro partitelle, noi un po’ li guardiamo, un po’ chiaccheriamo e un po’… giochiamo a pallone!

Io ed un altro papà abbiamo coinvolto un po’ di fratellini che erano venuti al campo ma non potevano giocare con gli altri e ci siamo messi a giocare in un praticello con un pallone recuperato al volo.

Ho sudato come un bambino, il prato era un po’ bagnato dalla pioggia di ieri sera così mi sono sporcato scarpe, pantaloni e felpa, ma ci siamo divertiti come se fossimo andati lì apposta per giocare.

Da bambino i miei non mi accompagnavano a fare attività.

Abitavo a Genova e mi ricordo che intorno ai 6 anni facevo Judo. Andavamo a lezione a piedi con mio fratello di sera attraversando anche una galleria piena di macchine e fumi. Non avevo paura, ma non era neanche tanto bello andarci “da soli”.

Infatti dopo poco più di un anno abbiamo smesso.

Anche ai lupetti, a 9 anni, l’andata la facevo da solo.

Attraversavo un po’ di vie del centro il sabato pomeriggio. Lì mio fratello non veniva così andavo io. Ai lupetti mi divertivo. Poi veniva mia madre a prendermi la sera che era buio quando avevamo finito.

Lorenzo lo porto a calcio da quando ha iniziato l’anno scorso a sette anni. E siccome era da solo, non conosceva nessuno, per i primi tre mesi stavo lì durante l’allenamento in modo che se guardava le gradinate mi vedeva ed era tranquillo. Non essendo un super sportivo questo gli ha dato sicurezza e ora continua ad andare a calcio volentieri, anche se io non sto più lì a guardarlo durante l’allenamento, e nelle giornate come oggi dove mi metto a giocare anche io!

Delle volte bisogna “sacrificarsi” un po’ all’inizio, poi, stando nel flusso, fare le cose per gli altri con lo spirito giusto fa bene anche a noi.

L’unica cosa un po’ triste che ho notato oggi era vedere un po’ di papà (al giorno d’oggi spesso sono i papà che seguono queste incombenze!) che stavano isolati con i loro telefonini. Anche se non li conoscevo volevo invitarli a giocare a pallone con me, l’altro papà e i fratellini accompagnatori. Ma poi penso che sia giusto che ognuno faccia quello che preferisce e quindi va bene così.

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