Perché la felicità non può essere nelle piccole cose?

Si dice spesso che se si riescono ad apprezzare le piccole cose della vita si può vivere nella gioia.

E’ vero!

Ogni giorno, che lo vogliamo o meno, siamo circondati dalla bellezza. Il fatto è che spesso siamo così avvolti nella nostra mente che non ce ne rendiamo conto.

La nostra mente rincorre spasmodicamente preoccupazioni e si fa rapire dalle ansie delle cose da fare. Oppure si distrae dietro a pensieri futili o video e post che ci vengono proposti dai social network.

Eppure la bellezza è lì che ci guarda.

Ma noi no, non la guardiamo.

Come una bella donna (o un bell’uomo) che ci fissa e noi non ce ne accorgiamo. Questo accade perché siamo chini con la testa a leggere messaggi sul nostro cellulare o siamo distratti dalle nostre 1.000 cose da fare e viaggiamo con “paraocchi immaginari”.

Da piccolo quando coi miei fratelli viaggiavamo con mia mamma lei ci diceva: “Guardate che bello questo posto, questo tramonto, questo monumento, toglietevi le fette di prosciutto dagli occhi!”.

Un paio di settimane fa, eravamo in macchina di ritorno da una gita al Lago di Garda, e c’era un magnifico tramonto. Per scherzare con mia moglie abbiamo ripreso questa espressione e l’abbiamo ripetuta ai nostri figli mentre li sentivamo litigare nei sedili posteriori: “Toglietevi le fette di salame dagli occhi (puoi farlo con qualsiasi affettato), e guardate che bel tramonto c’è sul lago!”.

A loro è piaciuta l’espressione – era abbastanza di impatto da catturare la loro attenzione – e si sono messi ad ammirare il panorama dal finestrino.

Poi abbiamo iniziato a giocare.

Luce mi ha detto: “Papà, togliti le fette di gongonzola (la sua versione di gorgonzola) dagli occhi…”. Sa che a me piace quel formaggio anche se lei lo detesta.

“Togliti le fette di bondola dagli occhi…” le ho risposto cercando di arricchire il suo vocabolario con parole tipiche del dialetto veronese (bondola vuol dire mortadella in Veneto) . L’occasione è stata buona anche per ridere insieme.

Stamattina mentre andavo in ufficio ed ero fermo ad un semaforo ho visto un’alba bellissima.

Ok, non ero al mare su una spiaggia mozzafiato ma in mezzo al traffico cittadino di Verona. Eppure il sole arancione, come quello del tramonto, era stupefacente. E anche se è inverno e fuori ci sono 3 gradi, grazie al riscaldamento della macchina sentivo sulla pelle un bel tepore avvolgente (in contrasto alla doccia fredda che avevo fatto un’oretta prima…).

Fermo al semaforo ho sorriso alla bellezza dell’alba e ne ho approfittato per scattare una foto. Certo, la foto non è un capolavoro in sé, ma lo è per quello che rappresenta per me, per il sentimento di gioia che si è attivato quando mi sono fermato a contemplare la bellezza di quel momento.

Durante la giornata viviamo tanti momenti diversi: quando lavoriamo siamo concentrati sulle attività che stiamo svolgendo, quando mangiamo possiamo sentire il gusto dei cibi che mastichiamo, quando prepariamo la cena stiamo attenti agli ingredienti, alla ricetta e ai fornelli (sennò è un attimo che ci bruciamo o ci tagliamo con i coltellazzi da cucina).

Possiamo provare gioia mentre facciamo qualsiasi attività, anche le più rountinarie della giornata se siamo centrati. Possiamo anche notare e “annotare” alcuni piccoli momenti di bellezza che si manifestano intorno a noi non legati alle attività che stiamo svolgendo, semplicemente osservando la natura.

E’ importante non solo notare le cose belle, ma fermarle in noi.

Dobbiamo fermare la nostra macchina operativa “orafaccioquesto-poiquello-poiquell’altro” e stare con quella cosa bella che abbiamo osservato. Si dice che se si sta 3 secondi con qualcosa, quella sensazione o emozione si imprime in noi, come un timbro o un tatuaggio. Se il tempo è minore svanisce ed è come se non ci fosse mai stata: non produce effetti in noi.

Perché è importante trovare il contatto con questi momenti di bellezza?

Perché aiutano a costruirci una “filosofia sana”.

E una filosofia sana, come spiega Chris Prentiss nel libro “Lo Zen e l’arte della felicità” – qui trovi la mia sintesi in 3 messaggi del libro – è vitale per il nostro benessere psico-fisico (clicca qui per leggere l’articolo).

DIARIO DEI MOMENTI DI BELLEZZA

Prova a collezionare anche tu “momenti di bellezza” durante la giornata, la sera annotali su un diario, sotto forma di ringraziamenti o semplicemente di “momenti felici”.

Prova a portare avanti questa pratica per qualche settimana e noterai una maggior ricchezza interiore, un livello più alto di felicità ed un miglioramento generalizzato del tuo umore. I nostri pensieri hanno un impatto sulla nostra biologia cellulare: c’è una catena di causa effetto nel nostro organismo che fa sì che nel rinnovamento continuo delle nostre cellule più “recettori” di emozioni positive abbiamo, più ne generiamo. Allo stesso modo più recettori “depressivi” abbiamo, più ne generiamo nel nostro organismo, condizionando sempre di più il nostro umore e i nostri comportamenti.

Questa è una scoperta della neuroscienziata Candace Pert (vedi il paragrafo “Il legame scientifico fra pensieri e biologia” – clicca qui se vuoi approfondire).

E’ quindi molto importante svolgere pratiche che ci mettano in contatto con la fiducia, la speranza, la bellezza e la felicità.

Più pratichi, più scorci di bellezza noterai, più sensazioni di felicità si materializzeranno nella tua vita quotidiana e più questa tecnica diventerà una attitudine in grado di cambiare la tua vita.

Buona pratica,

Alberto

Alberto Ruffinengo – Counsellor Professionista Psicosintetico

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