LA MEDITAZIONE DEL FIUME D’AUTUNNO

Stamattina, come ogni mattina, ho fatto una piccola passeggiata per portare Lorenzo a scuola.

Mentre stavo rientrando a casa per lavorare, dentro di me hanno iniziato ad affollarsi pensieri lavorativi, scadenze progettuali, attività urgenti da chiudere e un’infinità di altri compiti amministrativi da smarcare.

Stavo precipitandomi a casa per cominciare tutte queste attività quando ho alzato lo sguardo e ho visto lo scorrere del fiume Adige. Ho deciso di cambiare strada: ho abbandonato il marciapiede e le automobili in fila e sono sceso dalla scalinata in pietra che conduce alla strada a ciottoli che corre lungo la riva dell’Adige.

Respiro.

Ho scelto di fare gli ultimi duecento metri che mi separavano dalla mia routine lavorativa camminando vicino al fiume. Ho fatto un respiro. Ho osservato l’acqua correre e inseguirsi lungo la direzione della corrente. Poi il mio sguardo si è soffermato sul riflesso dei primi raggi di sole che si rifrangevano sulla superficie bagnata dell’Adige. Infine la vista si è tuffata nelle foglie gialle d’autunno appese incerte sugli alberi dell’altra sponda del fiume.

Incanto.

Mi sono detto: “Alberto, è inutile correre verso le tue preoccupazioni. Quelle ci sono e ci saranno sempre. Piuttosto scopri la vita che c’è ogni momento intorno a te. Approfitta di queste pause di vita per apprezzare la natura che ti avvolge”.

In realtà non ho allungato la strada di casa, non ho perso appuntamenti lavorativi facendo quella piccola deviazione, ho solo messo un po’ ossigeno nella mia vita, mi sono sentito come se avessi bevuto un bicchiere di acqua fresca nella calura di agosto, anche se in realtà siamo a novembre e la mattina con otto gradi fa parecchio freddo a Verona…

C’è stato come uno “spostamento” in me, uno spostamento interiore. Un movimento che mi ha permesso di lasciar andare il flusso di pensieri e le agitazioni che dal cervello si aggrovigliavano allo stomaco fino a giungere ai polmoni bloccandoli, e costringendomi ad una asfissiante apnea mentale e fisica. Un movimento che mi ha restituito il presente, il fiato, l’apertura, il contatto con la natura, il possesso di me stesso, la centratura, l’autodeterminazione, il controllo e la poesia della vita.

Le cose da fare rimangono, ma le svolgerò come sempre al momento opportuno, occuparsi prima di quei pensieri ingombrando la mente non è utile, non serve a me né agli altri.

Quante volte viviamo intrappolati nei pensieri di quello che dobbiamo fare, e ci ripetiamo mentalmente queste preoccupazioni come per ricordarle a noi stessi, come se fosse così facile liberarci da queste ansie. Come se bastasse non pensarci per qualche secondo per farle sparire. Come se si potessero far evaporare come una goccia d’acqua posata su una pentola ardente… In realtà le nostre preoccupazioni sono sempre lì, più che concentrarci su quelle in ogni momento dobbiamo imparare a concentrarci qualche momento su tutto il resto, su quello che c’è di bello fuori di noi e che, in qualche modo, anche semplicemente notandolo, possiamo far entrare in noi.

Quando ci riusciamo, e cominciamo a goderci il presente, e a stupirci con meraviglia di tutto quello così semplice ma così bello che ci circonda, la tentazione di rimanere in tanto ‘incanto’ è forte, come mi è successo questa mattina quando ho cominciato ad apprezzare il passeggiare sul fiume: subito è sopraggiunta la voglia di proseguire il cammino a contatto con la natura ancora per diversi minuti. Con un po’ di autocontrollo è però possibile tornare a casa e rimetterci a lavorare sulle nostre cose.

Riuscire a regalarci queste piccole parentesi di benessere ogni giorno donerà una grandissima ricchezza alla nostra vita, delle vere e proprie parentesi meditative che possono metterci in contatto con la bellezza e i nostri sensi più profondi.

Ad ascoltare mi ha insegnato il fiume, e anche tu imparerai da lui. Lui sa tutto, il fiume, tutto si può imparare da lui. Vedi, anche questo tu l’hai già imparato dall’acqua, che è bene discendere, tendere verso il basso, cercare il profondo.

Herman Hesse

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